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Durante l’incontro tenuto al Blu di Prussia, abbiamo assistito alla presentazione del suo ultimo libro, Giro di vite, un testo completamente sciolto dalla sua attività vinicola eppure tremendamente intriso dell’amore per il buon gusto, del piacere sensoriale di un passato inciso nelle menti di ognuno di noi.

La storia è delle più tragiche, e parla di una famiglia comune, che non sarà più la stessa dopo un terribile incidente d'auto. Ciascuno di loro dovrà misurarsi con nuove regole e priorità e scoprirà al tempo stesso qualcosa di più di se stesso. A morire sarà Davide, l’amico di sempre di Alex, il compagno più fidato, mentre Alessandro resterà sospeso fra la vita e la morte.

All’interno di questo limbo, il ragazzo rivivrà la sua vita, passando per i momenti più teneri, per i gusti, i sapori, gli odori della sua infanzia (come la colazione tipicamente italiana preparata con pane e marmellata). Quando riuscirà a svegliarsi, capirà che la vita non è un dono, ma un’opportunità di dare un senso al tutto.

Come afferma lo stesso Piero, bisogna sempre «rialzarsi, subito. Più tempo si resta ad aspettare, prima di ritrovare se stessi, e più sarà lento il ritorno». In questo contesto non manca la critica alla società, alle malelingue, al falso buon senso comune che spesso affossa situazioni senza sapere la realtà dei fatti. Il tutto viene riportato con una grande maestria, per quella della scrittura che è una passione che lo scrittore si porta fin da bambino. E si vede. Tutto.

Massimiliano Guadagno