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 Far conoscere al mondo la cultura gastronomica napoletana è il principale obiettivo del libro Napoli in bocca, novità assoluta MoreMondadori. Il titolo dato dall’autrice Csaba dalla Zorza riprende e richiama, per puro caso, il nome della pizzeria che ne ha accolto la presentazione.  Queste sono le magie che accadono a Napoli.  Napoli in bocca è occasione di incontro tra l’autrice Csaba dalla Zorza, l’editore Francesco Mondadori, e Antonio Esposito, titolare ed ideatore della Pizzeria Napoli in bocca.

Napoli in bocca è il primo volume della collezione regional food-made in Italy. Napoli, la sua tradizione culinaria, la sua cultura sono i veri protagonisti di un vero e proprio “romanzo” – più che di un ricettario – scritto in tre lingue: napoletano, italiano e inglese. I testi in napoletano sono di Chiara Lima, insegnante di cucina. Stampato su carta paglia, Napoli in bocca presenta, oltre alle ricette, un glossario che traduce le parole-chiave della cucina napoletana in italiano e in inglese, e una “smorfia gastronomica”. Francesco Mondadori, editore del libro, racconta come sia importante l’incontro con l’omonima pizzeria e il suo titolare: << era il mio sogno poter fare una presentazione a Napoli in una pizzeria che mi riporta allo spirito di questo libro. E’ emozionante parlare di Napoli attraverso il sapore e la tradizione, solo così è possibile unire cultura,scrittura e cibo.>>  

La cucina Italiana affonda le radici nella gastronomia partenopea, ricca e variegata, ma soprattutto semplice. Le ricette sono povere, gli ingredienti pochissimi. Csaba dalla Zorza, co-autrice del libro, è una foodwriter molto conosciuta per la sua trasmissione televisiva su sky e sul digitale terrestre Real Time, esperta in cucina mediterranea. Nel riscrivere il ricettario, Csaba ha reincontrato e riassaporato la semplicità della cucina tradizionale napoletana: <<  le ricette che troverete in queste pagine sono molto diverse da quelle a cui siamo abituati oggi. C’è sempre narrazione pratica, le parole danno corpo ad una gestualità concreta.>> Il desiderio dell’autrice è stato quello di << ridare alle pagine un pezzo di storia della gastronomia italiana, mantenendola intatta il più possibile, ma decodificandone il linguaggio in una modalità contemporanea>>. La lettura di questo libro,  apparso per la prima volta negli ’70,  è stata folgorante per Csaba, che ha deciso di fare un vero e proprio restauro di <<un’opera d’arte>>. Napoli in bocca racconta, attraverso le ricette, <<la storia di tante persone, esperienze, donne napoletane dell’Ottocento che cucinavano e rendevano i pasti eccellenti senza alcun aiuto economico,tecnologico>>. I valori del cibo sono e devono restare la convivialità, la condivisione, il gusto, lo stare insieme: <<cucinare non era un dovere, ma un piacere, non era una rinuncia nè un sacrificio, questo libro dovrebbe essere letto con questo spirito>>.  Csaba racconta di un’esperienza indimenticabile: << mentre scrivevo le ricette di Napoli in bocca sentivo il sapore di tutti i piatti di cui descrivevo la preparazione.  Il cibo ci fa essere più sani e più felici, ci insegna a conquistare di nuovo il tempo della convivialità della tavola>>. La vita frenetica, l’appiattimento culturale di cui purtroppo sono spesso artefici i media, cancella la diversità, la differenza, fonte di ricchezza e di crescita.  Le considerazioni dell’autrice fanno del gusto un vero e proprio “saggiare insieme”, e si incontrano con la passione di Antonio Esposito, che quotidianamente ospita nella propria pizzeria le persone che a Napoli cercano la storia della vera pizza napoletana.

Napoli in bocca è il nome del ristorante-pizzeria di Antonio Esposito. La casualità, o meglio il destino, ha deciso l’omonimia con il libro edito da more mondadori, e li ha fatti incontrare. Libro e ristorante racchiudono nel proprio nome l’autenticità e la semplicità del sapere culinario-gastronomico napoletano: <<l’obiettivo racchiuso in questo nome e in questa pizzeria è il riscatto dell’immagine della nostra città, attraverso la sua tipicità>> , sottolinea Antonio Esposito, che ha imparato da piccolissimo a fare l’impasto, insieme ai nonni : << quello che per me era un obbligo da bambino, si è trasformato in un progetto, quello di far assaporare il gusto di Napoli, la sua parte genuina, rispettandone le tradizioni culinarie>>. Da Napoli in bocca si preparano solo le pizze tradizionali della città partenopea: margherita e marinara.  

 

 Elèna Lucariello