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"Senza di te tornavo, come ebbro,non più capace d'esser solo, a sera quando le stanche nuvole dileguano nel buio incerto." Pier Paolo Pasolini.

Quante volte vi è capitato di confessare un amore, una passione, spinti dal proverbio latino: “In vino veritas”- letteralmente  “nel vino è la verità”, giustificando il gesto coraggioso con la vecchia storia del rilascio dei freni inibitori?

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Presentare il cibo con pratica originalità, con creazioni food che si adattano a tutti i gusti e a tutte le occasioni, con ricette facilmente realizzabili, tutte rigorosamente a portata di… barattolo.

È quanto propone Ilaria Mazzarotta – foodblogger (comfortfoodie.it), foodwriter e  food strategist - con il suo ultimo libro, edito da Gribaudo: Food jar…. TUTTO in un BARATTOLO

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L’estate è arrivata e ci ha travolto col suo caldo impetuoso e sfrontato. Estate per me significa anche tanto più tempo per leggere, bevute con gli amici, tra aperitivi, cene e dopocena. Provo a stilare una piccola lista di libri da leggere e bevande da abbinare, al mare, in montagna, in giardino o in città.

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Quale odore preferiresti sentire? L'erba dolce che gli indiani adoperano nei loro cesti? Il cuoio affumicato? L'odore della terra a primavera dopo la pioggia? L'odore del mare quando un o cammina in mezzo alle ginestre su un promontorio in Galizia? O il vento di terra quando si avvicina a Cuba nell'oscurità: l'odore dei fiori di cactus, di mimosa e delle viti marine? O preferisci l'odore del prosciutto fritto, la mattina, quando hai fame? O quello del caffè del mattino? O di una mela quando la mordi? O di un frantoio quando si prepara il sidro, o del pane appena sfornato?

 

È il 1940, Ernest Hemingway scrive per chi suona la campana (da cui è tratto l’estratto precedente) e si trasferisce a Cuba con la terza moglie, Martha Gellhorn.

Hemingway conobbe Cuba quasi per caso. Era il 1928 ed era di passaggio per un viaggio con tutta la famiglia in Spagna. Ma fu la sua passione per la pesca d’altura dei marlin che spinse lo scrittore americano a visitare più volte l’isola (nel ’32 e nel ‘33). Nel 1940 acquistò Finca La Vigia, la casa nella quale scrisse due delle sue opere più note: Per chi suona la campana e Il vecchio e il mare, la seconda, Premio Pulitzer nel 1953, è influenzata dalla profonda conoscenza della vita e della psicologia dei pescatori, acquisita dall’autore durante i periodi trascorsi a Cuba.

Si narra che amasse il mare, il calore dell’isola e la bevanda tipica, il Mojito, cocktail che sembra sia stato inventato da Atilio de la Fuente, barman della famosissima Bodeguita del Medio, tipico bar ristorante de L’Avana. Un locale diventato un luogo di culto per tutti i visitatori stranieri, sulle cui pareti sono affisse le immagini di tutti i personaggi famosi che l’hanno frequentata. Di Hemingway è la frase scritta su un muro My mojito in La Bodeguita, My daiquiri in El Floridita.

Il Mojito nasce all'epoca del proibizionismo americano (tra il 1920 ed il 1933), quando bere alcolici era vietato. I turisti dagli Stati Uniti, usavano spesso recarsi a L'Havana (a sole 90 miglia dalla Florida), dove, oltre agli alcolici, potevano godersi la vitalità e l'ospitalità dei cittadini cubani.

Secondo la leggenda i primi a consumare alcool e menta furono i pirati caraibici, inventando "El Drake" (in onore del corsaro), che era un distillato di canna da zucchero, limone e menta che costituiva anche il rimedio usato sulle navi per la cura di diverse malattie.

Ricetta del Mojito originale:

Rum bianco cubano (5 cl)

succo di 1/2 lime

2 cucchiaini di zucchero di canna

8-9 foglioline di menta

ghiaccio a cubetti

soda (o acqua di seltz)

Sul fondo di un bicchiere alto (tipo tumbler) si pongono lo zucchero e il succo di lime. Si amalgamano bene gli ingredienti, poi si aggiunge la menta – che non va pestata, ma appena schiacciata - e la si mescola bene con il limone e lo zucchero (in questo modo le foglie rilasciano il loro retrogusto amaro). Si termina aggiungendo ghiaccio e rum bianco. Si mescola bene con un tocco finale di acqua gassata (o seltz o soda). A Cuba è permessa l'aggiunta finale di angostura, ottenendo così la variante criolla.


Carmen Vicinanza

È ancora caldo di stampa “Gli Aristopiatti. Storie e ricette della cucina aristocratica italiana”, il libro edito da Guido Tommasi nato da un’idea di Gianluca Biscalchin, food illustrator di grande talento, e dalla passione per la cucina ed il suo raccontare e raccontarsi di Lydia Capasso e Giovanna Esposito,  autrici legate dalla comune attività sul webmagazine “Gastronomia Mediterranea”.

Leggi tutto: “Gli Aristopiatti”. L’aristocrazia in cucina raccontata in un libro

Tutta forme, capelli rossi e piglio deciso. Sono gli ingredienti irresistibili di Katharina Schweitzer, la nuova procace pasticcera e chef de garde-manger appena entrata a far parte dello staff del prestigioso ristorante gourmet Il Bue d’Oro, che l’oste Hugo Spielmann ha ricavato dall’ex birreria del padre proprio nel centro di Colonia. Ma l’allegra brigata di cucina in mezzo a cui Katharina si ritrova, nasconde in realtà malumori e rivalità e tra fuochi e fornelli si celano intrighi e gelosie inaspettate. Poco dopo il suo arrivo, un noto cliente amico del capocuoco muore in sala mentre sta cenando: un infarto causato da un veleno è solo il primo di una serie di omicidi. Tra cadaveri congelati e assassini a colpi di salami francesi, la cuoca Katharina indaga con l’aiuto della sua coinquilina, l’intraprendente ostetrica Adela, difendendosi anche dalle avances dell’affascinante chef del Bue d’Oro.

Leggi tutto: Delitto al pepe rosa, quando crimine e gastronomia si fondono

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