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ferragosto in giallo sellerio editoreLa letteratura gioca col cibo da sempre.

Genere più popolare del giallo forse non esiste, vero e proprio sostituto insieme al poliziesco e alla spy story dei feuilletton di ottocentesca memoria con qualche sprazzo diffuso di buona letteratura. I romanzi e racconti di genere hanno stabilito con il cibo e l’enogastronomia un rapporto intimo, quasi sessuale di attrazione e reciproco orgasmo, da “Gli arancini di Montalbano” (Andrea Camilleri, Mondadori, 1999) a “Le ricette di Pepe Carvalho” (Manuel Vazquez Montalban, Feltrinelli, 1994) passando per il meno conosciuto “Visch Puri e il caso della domestica scomparsa” (Tarquin Hall, Mondadori, 2009).

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libro gromCon l’avvicinarsi delle calde giornate estive aumenta il consumo di alcuni generi alimentari, primo tra tutti, il gelato. Queste deliziose creme a base di frutta e innumerevoli quanto gettonate varianti al cioccolato, risvegliano la libidine di grandi e piccini desiderosi di godersi un momento di puro piacere. Ed è proprio da una coppetta di gelato che comincia la storia di due giovani amici piemontesi, Federico Grom e Guido Martinetti, ideatori e proprietari delle numerose gelaterie GROM che raccolgono consensi e meriti non solo in Italia, ma anche all’estero.

Il loro segreto? Uno solo: fare il gelato più buono del mondo. I principi cardine del loro successo sono il rispetto della natura, l’utilizzo di prodotti biologici e il concetto di stagionalità. Ogni frutto, infatti, viene colto e lavorato solo quando la stagione e il clima lo consentono e questo permette di ottenere un prodotto finale dal gusto inconfondibile.

Leggi tutto: Dalle gelaterie alle librerie. Ecco l'avventura della coppetta di gelato GROM.

estasi culinarieMonsieur Arthens è il protagonista di Estasi Culinarie,  il romanzo d’esordio di Muriel Burbery ambientato nell’aristocratico palazzo parigino di Rue de Grenelle, famoso anche per ‘L’eleganza del riccio’.

Monsieur Arthens è un importante critico gastronomico ed è colui che ha decretato la fama e l’oblio di grandi chef, è una persona egocentrica e  cinica che nemmeno in punto di morte sembra interessato a riallacciare i rapporti con i suoi cari che, a voci alterne e a mo’ di confessione, lo raccontano e lo smascherano amandolo e odiandolo.

 

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ricettario

Alzi la mano chi non ha a casa almeno un libro di ricette! Presumo nessuno. Ognuno di noi possiede, nascosto in qualche angolo della casa, un libro segreto pieno di pieghette per trovare facilmente la ricetta del cuore, il nostro piatto forte, quello che ci fa fare bella figura davanti agli ospiti. Questo è un piccolo lusso della società moderna. In passato non era così. I primi ricettari venivano scritti dai cuochi di corte per altri cuochi. Erano molto sommari, indicavano solo gli ingredienti delle ricette, ma non le quantità e il procedimento dettagliato. Per nostra fortuna, al giorno d’oggi vengono pubblicati ogni anno centinaia e centinaia di ricettari in tutto il mondo. Ne abbiamo scelti per voi alcuni,

Leggi tutto: L'appetito vien...leggendo! I libri di ricette che non devono mancare nella nostra dispensa.

marcel proust

Cibo della memoria. È quell’odore che ci travolge e ci stravolge improvvisamente, inevitabilmente, che ci riporta indietro nel tempo, negli angoli più remoti del nostro passato, facendoci ripercorrere attimi intrisi di gioia, ricordi di un’infanzia o di un episodio particolare della nostra vita.

In tal senso, come afferma anche l’antropologo Marino Niola, la madeleine di Marcel Proust è la madre di tutti i cibi della memoria. Ne Alla ricerca del tempo perduto, Proust descrive la magia che si sprigiona nel momento in cui assapora il famoso pasticcino francese intinto nel tè, capace di disincagliare il ricordo degli affetti familiari, di un’infanzia feliceOgnuno di noi ha la sua madeleine, quel sapore capace di risvegliare quella gioia infantile, quella felicità bambinesca oramai perduta.

Il cibo è anche questo. Proust riuscì precocemente ad intuire che l’olfatto e il gusto svolgono un ruolo fondamentale per il recupero dei ricordi. Questa tesi è attualmente confermata dalla neuroscienze, la quale ha scientificamente provato che i sensi dell’olfatto e del gusto sono quelli più “sentimentali”, più soggettivi e meno trasmissibili. Pertanto risulta difficile descrivere a chiunque le proprie sensazioni, sprigionate da un particolare aroma o profumo. Gusto e olfatto, per giunta, sono gli unici due sensi collegati all’ippocampo, che è proprio il centro della memoria a lungo termine. Il loro marchio, quindi, è indelebile.

Proust, isolato dal mondo perché costretto a letto per tutta la sua breve vita, riuscì a trasformare in arte l’unica cosa che possedeva: la memoria, il ricordo. E così, nel suo struggente e nostalgico racconto attorniato dall’atmosfera romantica parigina propria della Belle Époque, lo scrittore francese ripercorre i ricordi salienti che hanno fatto da scenario alla sua breve vita, fino a trasformare il suo passato in un vero e proprio capolavoro.

Gli ingredienti per preparare la celebre madeleine potrete trovarla sulla nostra rubrica Ricette gustose

Valeria Vanacore

 

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