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<< L’attesa è la perdita. Ina scappa, Campanella continua a sorridere, ma sorride solo con la bocca. E’ la loro prima vendemmia, il loro primo incontro, il loro diverso modo di guardare le terre della Sicilia: una con gli occhi l’altro con la bocca. E’ questa la differenza tra l’uomo e la donna: le femmine non piangono mai per la perdita, sorreggono tutto senza dover sorridere, non si chinano ma si inginocchiano davanti all’amore, piangono solo per un albero>>.

Questa la descrizione del primo incontro tra Ina e Campanella, personaggi del romanzo Campanella di Maria Cristina Sarò. Il racconto  è stato presentato in occasione di “Marzo Donna 2016” e promosso dall’assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Napoli. La libreria delle donne Evaluna ha ospitato l’autrice e l’imprenditrice delle Cantine Grotta del Sole Elena Martusciello.

La storia di Campanella si intreccia con quella dei vigneti siciliani, la sua vita segue le cinque fasi del vino. L’incontro tra l’autrice ed Elena Martusciello, imprenditrice delle Cantine Grotta del Sole ed ex presidentessa dell’associazione nazionale Le donne del vino nasce grazie all’ispirazione di Maria Cristina. Bevendo un bicchiere di vino l’autrice di “Campanella” ritrova la sua terra natale, la Sicilia, per raccontare una storia che si intreccia e si inscrive nella terra e nei vigneti. Decide di inviare una lettera alle donne del vino, incontrando per caso Elena, che rimane folgorata dalla vita di Campanella, il protagonista dell’omonimo romanzo di Maria Cristina Sarò.  

Il legame tra la scrittrice e l’imprenditrice diventa unione tra vino, enogastronomia e letteratura: << Il vino è buono se c’è un legame con la terra, la vendemmia è una gravidanza, ha un processo di nascita, trasformazione, richiede affetto>> sottolinea l’imprenditrice <<Produrre vino è come cucinare: ci mettiamo amore, conoscenza, ricerca, è una soddisfazione edonistica, non è semplice commercializzazione>>. L’autrice di “Campanella” inserisce i suoi personaggi in una dimensione di forte contatto con la natura, l’ambiente e la territorialità: <<Campanella vuole essere una progettualità narrativa: incontrare i lavoratori del vino e cercare altre storie per narrare un mondo fatto da comunità e ritualità.  Mi piacerebbe raccontare le storie di donne produttrici di vino, vorrei raccontare la loro sostanza>>.  Il sottotitolo dell’iniziativa marzo donna non poteva essere più vicino all’idea letteraria di Maria Cristina e al progetto imprenditoriale di Elena Martusciello e “le donne del vino”: “la forza delle donne tra comunità e territori”.  

Le donne del vino è uno dei sodalizi più attivi e vivaci nel vasto scenario enogastronomico italiano ed è tra le espressioni più interessanti dell’imprenditoria femminile, rappresenta un fenomeno unico al mondo. Il logo dell’Associazione, due donne dallo sguardo fiero e deciso e dai capelli simili a chicchi d’uva, è un simbolo entrato nel cuore delle donne italiane, che hanno saputo proporre con la loro operosità una diversa chiave di lettura rispetto al mondo maschile.

Il progetto da spazio alle donne che, da sempre, lavorano nelle aziende vitivinicole in modo professionale, ma che sono messe in ombra dall’idea di un’imprenditorialità come capacità “maschile”. Sono donne che hanno preso coscienza delle loro capacità imprenditoriali. Alcune di loro si sono trovate ad ereditare e a gestire patrimoni di famiglia, circostanza che da un segno di grande cambiamento. Nel passato questi passaggi avvenivano solo in linea maschile. << All’associazione appartengono produttrici, ristoratrici enotecarie, sommelier, giornaliste enogastronome, enologhe. Abbiamo costituito l’associazione come qualcosa che sia “in rete”, un mondo femminile che lavora intorno al vino>> sottolinea l’imprenditrice Elena Martusciello.

 

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Eléna Lucariello