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Storie di vita. E' questa la miglior frase per descrivere la serata del 19 Marzo al Grand Hotel Parker’s di Napoli, quando il noto gastronomo Maurizio Cortese ha presentato il suo nuovo libro "Tre meno meno. Diario di un gourmet napoletano" davanti ad una pletora di giornalisti e figure di spicco della Napoli ai fornelli.
In quelle pagine - racconta Maurizio Cortese - c'è la mia vita. A partire dall’infanzia ogni mia avventura degna di nota ha sempre ruotato intorno al cibo. Raccontandole nelle pagine del libro mi sono reso conto che il mio destino era già scritto”.
Ed è un destino fatti di spaccati di anni ’80, di polpette e polpettoni cucinati dalla madre, delle scorribande in costiera e di incontri, uno su tutti quello con Alfonso Iaccarino, chef del pluristellato Don Alfonso 1890 e figura fondamentale del panorama della alta ristorazione del sud Italia, che è stato per Maurizio come uno di famiglia.


Il libro è ricco di aneddoti, di storie divertenti e divertite alcune delle quali indissolubilmente legati a doppio nodo al mondo del calcio. Ed infatti Cortese non punta i riflettori su sé stesso ma nel corso della presentazione smista assist a tutto spiano a grandissimi centravanti della ristorazione: dal figlio di Alfonso, Ernesto (ci metto tutto il cuore che ho a disposizione per garantire altri anni di qualità al ristorante), all’altro pluristellato Michelin Francesco Sposito di Taverna Estia, da Paolo Gramaglia del President di Pompei (“perché siamo tanti stellati in Campania? Quello lo abbiamo nel DNA (…) ci sono tanti bravi cuochi che interpretano la tradizione senza troppe nostalgie. Ed è questa la chiave del successo”) a Pasquale Torrente de Al Convento di Cetara. E non dimentichiamoci di Enzo Coccia, Gino Sorbillo, Ciro Oliva, Alfredo Forgione e in special modo di Livia Iaccarino, compagna di Alfonso che ha voluto ribadire con dolci parole l’affetto nutrito dal marito verso Maurizio, tanto da dedicargli la prefazione del libro.


Gioco di squadra insomma, un incontro di All Stars che, per restare sul palcoscenico del mondo soccer, ha visto scendere in campo anche un numero 10 della comunicazione come Aurelio De Laurentiis; il patron del Napoli è entrato subito (scherzosamente) a gamba tesa asserendo di non gradire le pizze napoletane per poi ritornare serio ed esprimere tutta la sua ammirazione verso un mondo pizzaiolo partenopeo da tutelare, tanto da distribuire abbracci a destra e manca ai vari protagonisti del settore.  
Il suo è stato un excursus particolarmente sentito, volato attraverso la valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche made in Italy per atterrare su argomenti più strettamente calcistici. A tal proposito si è parlato di Sarri, che non è mai stato un ripiego di Mihajlovic, di Hamsik, cercato fortemente dalla Juve, e Higuain, fortemente tutelato dal numero uno azzurro tanto da avergli fatto firmare una ingente clausola rescissoria per chiunque bussasse alla sua porta.
Tra esperti, gourmet, stellati e presidenti una particolare stella ha illuminato la serata: quella di Luis Vinicio, storico allenatore del Napoli negli anni ’70 e, per una serata, capitano di un dream team multisettoriale da lasciare senza parole.

Massimiliano Guadagno