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Non è la prima volta che parliamo di eccellenza nell’ambito della ristorazione vomerese e non è la prima volta (né sarà l’ultima) che questo quartiere si trasforma in una instancabile fucina di idee, progetti e sensazioni. Spicchi D’Autore in via Doria ne è un classico esempio, seguendo quel filone consacrato da Enzo Coccia di esaltazione e valorizzazione di un piatto popolare come la pizza, che comporta una oculata scelta della materia prima e un attento ascolto del territorio.

E così la pizzeria si tinge dei caldi colori e sapori autunnali, illustrati in un apposito evento tenuto con maestria da Laura Gambacorta e Giuseppe Gargiulo. A intrattenere i commensali ci ha pensato in prima battuta il maestro Gerardo Modugno dei Monzù (storici capocuochi delle case aristocratiche campane del diciottesimo e diciannovesimo secolo) deliziando le nostre orecchie con cenni storici e gastronomici in merito alle fritture che si paravano dinnanzi, tra cui hanno spiccato l’uovo alla monachina e le cappelle di funghi porcini amalgamati con salsa soubise.

Se l’introduzione è stata rinvigorente, il continuo assolutamente memorabile. Il maestro pizzaiolo Mimmo Esposito nel presentarci le innumerevoli novità stagionali del menù ci ha preso per mano e condotto in un viaggio in cui il Fior di Latte di Agerola incontrava la Salsiccia di salame nero casertano e la Zucca Lunga per una sublime unione denominata Zuccarella, in cui il Baccalà norvegese si univa in matrimonio con il Cavolfiore campano per avere la Baccavola, o ancora la Verza campana si stendeva insieme ai filetti di acciughe di Cetara e al Pecorino romano sulla morbida Montanara. E questi sono solo alcuni dei gusti da provare e sperimentare, per arricchire il proprio palato culturalmente prima ancora che sensorialmente.

Il tocco finale di quella che è una avventura gastronomico che di autunno ha solo il senso stretto del termine ce lo porta il maestro Sal De Riso con torte ricche di personalità: la soave Frutti di bosco e Arancia, la decisa Tortantò grazie al caramello e al fondo di biscotto friabile e la calorosa Dolce Passione Cilentana per merito dei fichi secchi e del cioccolato.  
Un dolce saluto da quello che è già una importante realtà del territorio.

Massimiliano Guadagno

Foto di: Maria De Aspronis