-->

Protagonisti
Strumenti

 Al suo primo film d’esordio come regista, Fabio De Luigi, attore particolarmente apprezzato dal pubblico per la sua comicità “pulita”, racconta a inFOODation come nasce  Tiramisù, la commedia uscita nelle sale il 25 Febbraio 2016.

Caratterizzato dall’umorismo fine e mai sguaiato di De Luigi, Tiramisù racconta la storia di Antonio Moscati ( Fabio De Luigi )  che è sposato con Aurora ( Vittoria Puccini ), donna dolce ma tutta d’un pezzo. Nelle loro vite bazzicano tanti amici “strambi” come il cinico Franco ( Angelo Duro ), 30enne divorziato con una figlia di sette anni a cui insegna a non essere “altruista” o Marco (Alberto Farina), perennemente depresso perché la sua enoteca è sempre vuota a causa del suo atteggiamento sfatto e disfattista. Antonio, invece, rappresentante farmaceutico, non riesce a vendere i suoi prodotti e alla frustrazione si aggiunge la paura di perdere la moglie, a causa dei suoi insuccessi. Un giorno però, Antonio dimentica in uno studio medico un tiramisù - preparato da Aurora- talmente squisito che un medico, assaggiandolo, ne rimane estasiato; così chiama Antonio, lo invita a cena e lo spinge a dare una svolta al suo lavoro. Da quel momento, inizia una spirale di bugie e corruzioni e la scalata verso il successo nel campo della sanità. Se prima onesto anche se  “mediocre”, Antonio diventerà, senza quasi accorgersene, una persona disposta a tutto pur di continuare a mantenere il successo conquistato con gli inganni e i soprusi. Ad aprirgli gli occhi, però, ci penserà Aurora decidendo di lasciare quest’uomo così diverso da quello che aveva amato.

 

Tiramisù è il tuo film d’esordio alla regia: sei soddisfatto del risultato?

F.D.L. Ci ho messo tanto impegno. E’ la mia prima prova da regista…magari il film avrà anche qualche difettuccio ma è onesto  e sincero e credo sia anche venuto bene.

 

Fabio, entriamo nel vivo di Tiramisù: Antonio per fare carriera – una carriera fino a quel momento un po’  “sfortunata”- utilizza il dolce preparato dalla moglie; da lì inizia un crescendo di “corruzione” per arrivare al successo e mantenerlo.

F.D.L. E’ la curiosa parabola di un uomo mediocre che si trova per le mani per caso il tiramisù della moglie e a cui si aprono, da quel momento, tante porticine che diventano via via più grandi nella scalata al successo. E così una brava persona ma con una scarsa capacità lavorativa diventa una pessima persona di grande successo, motivo per cui la moglie ad un certo punto decide di non sostenerlo più e di lasciarlo al suo destino. Se ci fosse un sottotesto sarebbe questo: se dietro ad un gran uomo c’è sempre una grande donna, in questo caso, la moglie avrebbe dovuto essere in primo piano fin dall’inizio.

Perché il  tiramisù?

F.D.L. Questa era l’idea: mi piaceva che una cosa così innocua come un dolce o come il gesto di regalarlo, desse il là a gesti che innescano una corruzione via via sempre più grande. Un uomo non programmato per il successo come Antonio finisce così per somigliare a Icaro. Più Antonio si avvicina al successo, tanto più comincia a dare i numeri, a uscire fuori di testa, facendo cose assolutamente buffe e divertenti. A me fa ridere l’arroganza di chi pensa che gli sia tutto concesso. Questo è un tema che mi diverte molto, nell’ ottica di osservatore dell’umanità. Mi divertono molto soprattutto le persone arroganti e altezzose che credono di fare cose di gran classe e invece sono solo banalissime cafonate.

 

Nel film ci sono tantissime maschere: c’è il personaggio di Franco interpretato da Angelo Duro, un cinico incallito che detesta l’idea che la figlia possa un giorno diventare altruista.

F.D.L. Franco dovrebbe essere un uomo teoricamente risolto, con una visione delle cose molto netta. E’ uno sputa sentenze con un unico cruccio: l’avere una figlia altruista; per lui l’altruismo è una malattia da debellare. E Antonio, il mio personaggio, si ritrova ad avere a che fare con specie di grillo parlante cinico che cerca di insegnargli a vivere.

E poi c’è Marco, il migliore amico di Antonio, interpretato da Alberto Fiorina che è proprietario di quest’enoteca che non va bene… è un po’ sfortunato.

F.D.L. Sì, ogni personaggio è fortemente caratterizzato. Per raccontare questa storia, infatti, mi sono appoggiato a quelli che mi fanno ridere, a un’umanità buffa.

In un’intervista che hai rilasciato proprio su inFOODation mi risulta che in cucina ti difendi bene.

F.D.L. Adoro cucinare. A casa cucino io: quando ci sono bene, altrimenti in famiglia sono costretti ad arrangiarsi.

Qual è il tuo antidoto/ingrediente per tirarsi su, in questo periodo ce n’è bisogno.

F.D.L. Andare al cinema a vedere Tiramisù, mi sembra ovvio!

 

 

Gloria Esposito

Antonia Fiorenzano

 

Photo Loris T. Zambelli