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la classe degli asini
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Grande successo ieri sera per il moviefiction La Classe Degli Asini, diretto da Andrea Porporati, con Flavio Insinna e Vanessa Incontrada, andato in onda su Rai1 in prima serata, sbaragliando, così, i dati dell'auditel con 5,7 milioni di telespettatori. Un unico appuntamento per la fiction Rai, che racconta la storia di Mirella Casale e della famosa Legge Falcucci, che elimina le classi per bambini speciali, a favore dell'integrazione e dell'accettazione del 'diverso'. 

Lo scorso venerdì, nella sede Rai di Napoli, numerosissime le classi di bambini speciali che hanno assistito alla proiezione del film, in un clima di condivisione e gioia. All'evento anche Flavio Insinna, professore sopra le righe che decide di battersi per le ragioni di un ragazzino calabrese, escluso dal contesto classe di una scuola di Torino degli anni '70, ed indirizzato in una delle 'classi speciali', solo perché si rifiutava di parlare in italiano.

Un ruolo che Insinna ha fortemente voluto, poiché da bambino, lo stesso Flavio è stato educato dal padre, medico, a cercare l'elemento 'straordinario' in ciò che vediamo diverso da noi. "Per quanto mi riguarda, quella di lunedì non sarà la battaglia degli ascolti, sarà la battaglia della sensibilizzazione". Insomma se anche solo un bambino, definiamolo 'normale', dovesse imparare ad arricchirsi attraverso gli altri, quelli speciali, sarà già una grande vittoria.

Insinna, che InFoodation ha avuto il piacere di incontrare, ha raccontato con trasporto ed entusiasmo la sua esperienza attoriale, certamente formativo, perché quando si lavora con i bambini si ha sempre da imparare. Una parentesi della sua vita entusiasmante "un regalo per i miei 50 anni" lo ha definito il conduttore. Un'avventura, quella delle riprese, che non solo l'ha portato su un nuovo set, un set impegnato, un set di sensibilizzazione, ma che lo ha condotto tra le strade di Torino, dove insieme alla troupe ha girato per diversi mesi. Insinna parla di Torino come di una vera e propria rivelazione: "Lì, quando lavorano, lavorano sodo - dice- ma si sanno anche divertire. E ricorda l'eleganza dei locali in cui servivano aperitivi e spritz che rimarranno indelebili nella sua memoria.

Un sapore per descrivere quest'esperienza? Per Flavio è quello semplice e autentico delle patatine in busta.

"In un pomeriggio di un giorno in cui giravamo dall'alba, non so neanche più da quante ore eravamo lì e da quanto non mangiavamo, con i ragazzi sul set. Quando all'improvviso, mi giro e Vanessa, che è fantastica e si era allontanata, tornava carica di buste di patatine. Circa venti pacchetti, che con i bambini aprimmo tutti insieme. E quest'odore lì sul set, questo momento di convivialità, mi ha riportato indietro nel tempo. Non è nulla di speciale, ma ho sempre adorato il sapore delle patatine in busta, mi ricordano i tempi del cinema della parrocchia." Poi conclude "Questo sul campo di battaglia ci ha rimesso l'allegria alle 7 di sera dopo tante ore di lavoro".

Monica Iacobucci