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Voiello. No non parliamo di pasta, parliamo di prelati, cardinali dell'universo creato da Paolo Sorrentino, qui la comanda, senza esclusione di colpi il buon Silvio Orlando,che presta il volto al cardinale più amato di Sky.

Tanto di cappello, o forse è meglio dire "mitra", per Jude Law, alias Lenny, nei panni del Papa giovane, ma Voiello ha senza dubbÈio rubato il cuore di tutti. E timidamente consapevole, lo sa lo stesso Orlando, che ha incontrato InFoodation, in questi giorni che è stato qui a Napoli, per lo spettacolo in scena al Bellini, Lacci, opera di Domenico Starnone, il cui sodalizio è ben saldo dai tempi de La Scuola.

È stato qui per questioni teatrali, di gran prestigio, visto l'esito entusiastico del pubblico napoletano per Lacci. Ma ciò che tutti si chiedono è:

Quando rivederemo Silvio Oralndo al cinema?

"Be', adesso mi è capitata tra capo e coolo quest'avventura di Young Pope, con questo personaggio curioso di Voiello, che sembra aver colpito molto l'immaginario collettivo. Quindi non smetterà di accompagnarmi almeno, per un po'. Si parla di una nuova stagione televisiva. In futuro ci sarà sicuramente questo" Conferma Orlando. Ma l'attore ci tiene a sottolineare il suo amore indiscusso per il palcoscenico: "E poi ovviamente ci sarà il teatro".

Ormai è già un personaggio cult (spopola anche allo stadio, dove i tifosi lo invocano in curva). Cosa affascina tanto di Voiello?

"La scrittura di Paolo è riuscita a sintetizzare dentro questa figura tante cose. Ma forse più di tutto è il dettaglio umano, in questa serie che si pone come obiettivi tante tematiche astratte e alte, questo personaggio con i suoi limiti e le sue miserie è forse il più terreno. Un po' la porta attraverso la quale si accede a questo mondo di Young Pope. 

Senza nulla togliere alla 'scrittura di Paolo', ma il pubblico a casa sa anche riconoscere un attore che riesce ad incarnare a pieno quell'umanità chiave di accesso e lettura indispensabile.

"La verità" dice Silvio, con un filo d'imbarazzo " è che tu fai il tuo lavoro con la stessa dedizione di sempre, e poi alcune volte in cui arrivi in un certo modo al pubblico, e altre in cui ci hai creduto altrettanto colpisci di meno. Dopotutto è quello che fa impazzire noi autori. A questo punto della mia carriera non mi aspettavo una cosa del genere, diventare un personaggio di culto. Succede sempre quando meno te lo aspetti".