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Il 15 aprile saranno 50 anni dalla morte del Principe Antonio De Curtis in arte Totò. Principe dei comici e Principe degli attori. L’assurdo Totò, l’umano Totò, il matto Totò, il dolce Totò come recita l’incipit cantato da Domenico Modugno nel Capolavoro Uccellacci e uccellini di Pier Paolo Pasolini: i mille volti di una maschera multiforme ma che ha rappresentato la storia del Teatro, del Cinema, della Rivista e dello Spettacolo italiani.

Tanto si è scritto e detto su questo straordinario attore, che forse l’unico modo per rendergli giustizia è trascrivere, intatte, le parole che di lui ha detto un altro Genio, Federico Fellini: «Il sentimento di meraviglia che Totò comunicava era quello che da bambini si prova davanti ad un evento fatato, alle incarnazioni eccezionali, agli animali fantastici; la giraffa, il pellicano, il bradipo; e c’era anche la gioia e la gratitudine di vedere l’incredibile, il prodigio, la favola, materializzai, reali, viventi, davanti a te. Quella faccia improbabile, una testa di creta caduta in terra dal trespolo e rimessa insieme frettolosamente prima che lo scultore rientri e se ne accorga; quel corpo disossato, di cacciù, da robot, da marziano, da incubo gioioso, da creatura di un’altra dimensione».

Probabilmente il più grande artista di tutti i tempi che, coadiuvato spesso da spalle “soccombenti” – come Mario Castellani, Nino Taranto, Erminio Macario, Peppino De Filippo e soprattutto Aldo Fabrizi – ci ha regalato tantissimi bei film (riscoperti soltanto negli anni settanta dalla critica togata) e infinite risate.

Totò, nelle pellicole, ha spesso rappresentato il napoletano proletario e il napoletano nobile. Ma non il napoletano qualunquista. Quello che ha fatto dell’arte di arrangiarsi un’arte, appunto!

Celebre è la famosa scena di un gioiello del nostro cinema, Guardie e ladri di Steno e Mario Monicelli del 1951, in cui pur di procurarsi da mangiare, dal balcone del suo palazzo, con un filo di spago calato, riesce a “prendere” un pezzo di salame dal macellaio più in basso. Film che valse a Totò il Nastro d’Argento come Miglior Attore.

 O quella ancor più celebre di Miseria e nobiltà in cui si avventa, assieme agli altri commensali, su un piatto di spaghetti e li mette anche nelle tasche della sua giacca.

 

 Un attore unico, eccezionale, assoluto. Ma un altro Totò non nascerà mai più. Per cui ricordare i 50 anni dalla sua scomparsa è un vero e proprio dovere e la Regione Campania e la Fondazione  Campania dei Festival hanno dato vita a Totò:  l'Arte e l'Umanità, una programmazione fitta di appuntamenti realizzata per il 50esimo anniversario della sua morte che coinvolgeranno piazze, tv e   teatri.

Tante le iniziative, spettacoli e mostre che omaggiano la sua arte che partono da oggi.

 

Noio volevan savoir… Set ricostruiti e Tv per gli eventi Totò: l’Arte e l’Umanità

Si è iniziato questa mattina nella sua Napoli nel quartiere del Rione Sanità in Largo Vita, dove Vincenzo De Luca, Presidente della Regione Campania e don Antonio Loffredo, parroco del rione Sanità, hanno inaugurato l’installazione realizzata dalla Fondazione di Comunità San Gennaro de il Monolite di Giuseppe Desiato, dal titolo ”Totò l’uomo tutto d’un pezzo che ha lasciato un grande vuoto”,  che da un unico blocco scava ed estrae in silhouette una delle interpretazioni mimiche dell’attore.

Ancora ancora inizia  TOTÒ, SI RI-GIRA!, a cura di Teatri Uniti che, in successione a Roma, Milano, Napoli, Totò, si ri-gira! propone la ricostruzione di alcuni set cinematografici con il riallestimento di scene, tra le più famose, tratte dai film del Principe della risata. A Roma, presso Fontana di Trevi (alle 9), a Milano, dalla Stazione Centrale a piazza Duomo (ore 13) a Napoli, in Piazzetta San Vincenzo (ore 17) decine di figuranti ed attori daranno vita ad allestimenti site-specific attraverso i quali si realizzerà, nei luoghi originali dei  film di Totò, un innovativo esperimento transmediale (nell’utilizzo di linguaggi propri del cinema, del teatro e del web).  Media Partner dell’iniziativa è la piattaforma Corriere Tv, che diffonderà in tempo reale le immagini in streaming (www.corriere.it).

Si continua domani sera.  Durante la sera di Pasqua RAI 2  con RAI Com, Regione Campania e Fondazione Campania dei Festival presentano Il nostro Totò un programma di Ugo Porcelli, Marco Giusti, Gino Aveta, scritto con  Fabrizio Corallo e Luca Rea, con la collaborazione di Roberto Torelli, per la regia di Cristina Fayad condotto da Serena Rossi e realizzato dal CPTV Rai di Napoli in omaggio all’artista  ed alla sua città natale che vedrà la partecipazione di tanti protagonisti della cultura, del  cinema e del teatro italiano, da Renzo Arbore con la sua Orchestra Italiana, ad Elena Anticoli De Curtis (figlia di Liliana e nipote del Principe) a Nino Frassica, Teddy Reno, Carlo Croccolo, Isa Barzizza, Fausto Cigliano, Luisa Ranieri, Massimiliano Gallo, Maurizio Casagrande, Francesco Scali, lo scrittore Ennio Bispuri, Angela e Marianna Fontana (le sorelle di Indivisibili). La trasmissione andrà in onda dall’Auditorium della RAI di Napoli, in seconda serata su Rai 2.

 

Alessio Cacciapuoti