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Lino Guanciale, giovane attore e promessa per il cinema italiano. Il suo cognome suggerisce già un ingrediente fondamentale in cucina: quella partenopea in particolare. Ma non è uno chef, seppure ogni tanto si diverte a cucinare primi piatti semplici ed elementari come la Amatriciana.

Formatosi come attore di teatro, Lino Guanciale debutta nel mondo del cinema nel 2009 con “Io, Don Giovanni” e nel mondo delle fiction e della televisione nel 2011 con “Il segreto dell’acqua”. Nonostante i lavori per il grande e il piccolo schermo, non abbandona comunque il teatro; fra il 2011 e il 2012 è uno dei protagonisti de “La resistibile ascesa di Arturo Ui” di Bertolt Brecht, per la regia di Claudio Longhi, premiato come miglior spettacolo dell'anno dall'Associazione Nazionale dei Critici Teatrali. Amante dei viaggi in auto, Lino ascolta musica rock indipendente inglese e americana degli Anni ‘80. E ha una curiosa passione per i numeri pari. Sarà tra i personaggi principali della fiction “ Arrivano i prof”, che, a dieci anni da “Notte prima degli esami”, torna a parlare di scuola e del famigerato e temutissimo esame di maturità. In uscita anche il film “ La casa di famiglia”, dove Guanciale interpreterà un giovane squattrinato ma pieno di vitalità che troverà l’aiuto dei suoi tre fratelli per saldare i propri debiti.

In occasione dello step napoletano di “ Cibo a Regola d’arte”, abbiamo fatto una chiacchierata con Lino Guanciale, alle prese ai fornelli sul palco insieme allo chef campano Gennaro Esposito, due stelle Michelin.

 

Siamo di nuovo con Lino Guanciale, ben tornato dopo l’incontro con “I peggiori”, pellicola del 2017 che ha avuto grande successo. Ora ti incontriamo qui a “Cibo a regola d’arte” dove ti vediamo in un ruolo inedito insieme a Gennaro Esposito: tra i fornelli?

 

In cucina posso propormi al massimo come lavapiatti, quindi sarà quello che farò con questo grande chef! Sono qui perché sono curioso e appassionato di cibo e cucina meridionale. Sono abruzzese, questi sono i sapori che mi sono più vicini, soprattutto quelli napoletani. Quando mi hanno proposto di venire qui ho capito di poter sfruttare l’opportunità di vedere un grande chef all’opera. Per me sarà un successo anche solo se non esplode niente.

 

Qui a Napoli sei di casa, soprattutto dopo “I peggiori” e “ Non dirlo al mio capo”. Giochi in casa anche per quanto riguarda i sapori.

 

Sì, tra l'altro abbiamo appena finto di girare la seconda stagione di Non dirlo al mio capo. Sono sempre stato bene qui a lavorare non solo da un punto di vista gastronomico. Dopo il Comicon ho avuto poche occasioni per tornare ma spero di avere più occasioni per venire qui.

 

Sono in uscita due nuovi film che ti coinvolgono come protagonista. Sei diventato un po’ l’icona nel rappresentare i nuovi trentenni. In televisione fai un po’ il maschio alfa. Invece nel cinema sei un po’ l'eroe/antieroe buffo che affronta i problemi di oggi.

 

Quello che si sta sviluppando al cinema è un discorso parallelo e per certi aspetti opposto a quello della tv. Mi diverte molto interpretare queste figure di antieroi perché mi piace poter utilizzare alcune immagini per sdrammatizzare stereotipi come quelli del maschio alfa presenti in televisione. Un attore deve cambiare continuamente, dare prova di versatilità continua. Quello che vorrei è lavorare al cinema su altre tipologie di anteriori, come quelle di “La casa di famiglia” che uscirà il 16 novembre e di “Arrivano i prof” che invece vedrete in primavera.

 

 Se i due film in uscita, La casa di famiglia e Arrivano i prof., fossero piatti cucinati da te quali sarebbero?

 

"La casa di famiglia" sarebbe una Amatriciana. Quella la so fare bene. Ho uno standard di cucina universitaria. Sono forte su tutti i primi piatti da cucina elementare e semplice. Per arrivano i prof sceglierei un piatto tipico della cucina greca, come la moussakà. Deve essere un cibo molto saporito, un Festone di sapori forti mischiati tutti insieme. È un film come vedrete in cui il ritmo e la frenesia di montaggio dovranno rendere l’idea di una scuola altamente improbabile. Quindi senz altro una moussakà fatta da me, improbabilissima, rappresenta bene "Arrivano i prof".

 

Elèna Lucariello