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Siamo nel cuore del Marais, uno dei quartieri più trendy di Parigi, nel pieno della settimana della moda. La Squillo, che conduce su Rai 2 la trasmissione Mode, e la Carollo, inviata di alcune delle più note trasmissioni delle reti Mediaset tra cui Quarto grado in onda su Rete 4, decidono di prendersi una pausa e di pranzare a L'Etoile Manquante, uno dei bistrot più frequentati di questa zona  che si trova tra il III e il IV arrondissement. Sono le ore 14.30 ed essendo domenica c’è ancora molta gente a pranzo. Le nostre due protagoniste chiedono dell’olio per condire le loro insalate. Nell’ampolla dell’olio, quasi come se fosse una spezia per dare sapore, c’è un topo vivo. Questa storia, che già da qualche giorno gira su tutti i media, non è un film d’animazione e pare non essere un singolo episodio. Meno clamoroso di ciò che è capitato alle nostre eroine, ma due anni fa anche alla vostra umile contastorie è capitata una situazione similare: in due ristoranti della catena Chez Clément, uno nel quartiere dell’Operà  e l’altro agli Champs - Élysées, ho visto circolare dei topi tra i tavoli, uno dei quali si intrufolava nella credenza. Cos’è, Parigi è davvero la capitale dei roditori gourmet?

Noi di Tarallucci & Vin abbiamo incontrato Francesca Carollo che ci ha raccontato nei particolari questa incredibile disavventura gastronomica.

Francesca, vi siete trovati Remy, il topino di Ratatouille, a rendervi omaggio in un’ampolla d’olio. Ci racconti com’è andata quest’avventura drammaticamente surreale?

Eravamo sedute in un tavolino del bistrot, chiacchierando tranquillamente in pausa tra una sfilata e l'altra. Abbiamo chiesto dell'olio per le nostre insalate di salmone e avocado, e quando è arrivata l’ampolla dell’olio, Jo  l'ha presa in mano per versare, intravvedendo dentro qualcosa di nero. Inizialmente pensava si trattasse di un bastoncino di rosmarino, ma poi ha cominciato a muoversi, a sgambettare per uscire dall'ampolla, e a quel punto abbiamo capito, guardandoci, che si trattava di un topo!!!! Era vivo e tentava disperatamente di uscire. Abbiamo quasi rovesciato il tavolo dalla paura e dal disgusto. Ma prima che potessimo rendercene conto, il cameriere aveva già fatto sparire l'ampolla dal nostro tavolo. Ancora incredule abbiamo chiesto a tutti i presenti, che avevano visto, anche loro, il topo sguazzare nell'olio, ma hanno continuato il loro pasto mostrandosi indifferenti alla cosa. Abbiamo protestato. La risposta? Il conto da pagare!

 

Avete segnalato l’accaduto alle autorità competenti?

Abbiamo deciso di pagare il conto e poi di denunciare, da croniste, l'accaduto ai media italiani e francesi, per sensibilizzare la stampa e l'opinione pubblica.

Tu poi ci sei ritornata come giornalista per realizzare un servizio di denuncia. Che reazione ha avuto il proprietario? Ha continuato a giustificarsi attribuendo la responsabilità al palazzo e alla città che è gremita di topi?

E' andata assolutamente cosi! Lui mi ha riconosciuto e ha ammesso l'accaduto del giorno precedente, ma si è giustificato dicendo che Parigi è piena di topi e nulla si può  fare. Inoltre ha aggiunto che il conto ce l'aveva fatto pagare perché  noi le nostre insalate in parte le avevamo già  mangiate. Una vergogna! Un episodio che in Italia non sarebbe mai accaduto, almeno non senza tante e infinite scuse.

Guardiamo la faccenda da questo punto di vista. I francesi, soprattutto i  parigini, hanno fama di essere gourmet nel midollo, ma l’episodio dice tutto il contrario, anzi, lascia lavorare l’immaginazione su ciò che accade in quella cucina. Forse, anche il più elementare dei controlli e delle norme igieniche da parte dello staff sembrano essere degli optional?

 Molto probabilmente è così, anche se da fuori i locali sembrano perfetti. Forse dietro c'è davvero un altro mondo!

Senza contare che anche le regole del bon vivre e dell’educazione cadono visto che con superbia non hanno presentato le loro scuse, facendovi, per di più, pagare il conto.

 E' stata una cosa che personalmente mi ha fatto infuriare, la superbia e lo snobismo con cui ci hanno trattate. Mai sarebbe successo in Italia, dove il turista è sacro. Gli errori possono succedere, ma l'educazione non deve mai mancare.

E se la cosa fosse accaduta in Italia e nelle sue regioni del Sud,  quale sarebbe stato l’atteggiamento dell’opinione pubblica straniera?

Negativa come spesso succede guardando il nostro paese, il quale, invece, è fatto di donne e uomini straordinari, capaci, preparati  e pronti anche a correggere, con un sorriso e un bicchiere di buon vino offerto, un eventuale errorino.

Questo caso è stato segnalato a Bruxelles: da tempo, gli eurodeputati portano avanti una battaglia per introdurre in Europa l'obbligo di bottiglie di olio etichettate e monouso. Cosa giusta, ma non ci vorrebbero ulteriori precauzioni? In fondo questo episodio la dice lunga anche sui controlli attuati dai servizi igienici, almeno di quelli parigini.

 Ero a conoscenza della battaglia per l'obbligo di bottiglie di olio etichettate e monouso, e dopo questo episodio mi adopererò come giornalista e come cittadina per verificare la qualità dei controlli igienici e per perorare questa battaglia.

Antonia Fiorenzano