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Tra qualche mese la vedremo di nuovo al cinema con Un matrimonio da favola, commedia dolce amara in cui ritrova Emilio Solfrizzi suo partner in Tutti Pazzi per Amore , ma nell’ultimo anno non ha dimenticato il suo amore per il teatro accettando di interpretare Alison Porter in Ricorda con rabbia, pièce scritta da John Osborne, che ha debuttato nella Londra del 1956 A interpretare suo marito Jimmy in questo dramma duro in cui emergono il senso di stasi di una società che non cambia, di fallimenti individuali, di rabbia e di una storia d’amore forte che altera la realtà ingabbiando i protagonisti in un dolore circolare, è il giovane attore napoletano Daniele Russo, già apprezzato in spettacoli come il Filumena Marturano diretto da Francesco Rosi, l’allestimento di Roberta Torre de La Ciociara e nel folle e originalissimo Dignità Autonome di Prostituzione di Luciano Melchionna, il quale firma anche la regia di Ricorda con Rabbia che fino a domenica sarà in scena al Teatro Bellini di Napoli, per poi riprendere il 4 febbraio 2014 la tournée al Teatro Menotti di Milano.stefania rocca e solfrizzi

Noi di Tarallucci & Vin abbiamo incontrato Stefania e Daniele in occasione del loro debutto napoletano di questo spettacolo che, per entrambi, è tremendamente  contemporaneo soprattutto se si pensa all’Italia di oggi in cui frustrazioni e la famosa rabbia sono presenti. Abbandonati i tormenti dei loro personaggi, eccoveli  i questa chiacchierata allegra, per certi versi scanzonata, in cui è venuto fuori il loro lato gourmet.

 

La tavola è l’aspetto più gradevole e conviviale della nostra quotidianità. Quale è il rapporto di Stefania Rocca e di Daniele Russo con la cucina?

 

S. Ro. Io adoro cucinare. Del resto la mia nonna materna era una chef la quale lavorava in un grandissimo ristorante sulla collina di Torino. Lei mi ha insegnato moltissimo. Amare la cucina significa amare mangiare. Siccome io amo mangiare mi sono messa a cucinare prendendo spunto dalle ricette di mia nonna, al contrario di mia madre che, invece, detesta cucinare.

 

D. Ru. Se è da spettatore è amore.  Sono una buona forchetta. Stare tra i fornelli me la cavo bene, però devo essere obbligato da casi di estrema necessità: per esempio quando ero in tournée con Luca De Filippo io  e altri colleghi prendemmo una casa insieme e io ero l’unico che sapeva cucinare, quindi , in qualche modo ero un po’ “costretto” a farlo, ma se devo farlo solo per me  mi annoio mortalmente.

 

Quali sono le pietanze che prediligete mangiare?

 

S. Ro. Mi piace la pasta, ma ciò che preferisco sono, soprattutto, i primi piatti a base di pesce: spaghetti alla bottarga, fregola con le vongole e cozze. Avendo due bambini piccoli però la lasagna va per la maggiore a casa mia. Poi vado matta per i dolci. Mi ci strafogo!

 

D. Ru. A differenza di Stefania non amo i dolci, mi piace tutto ciò che è salato. Sono di una banalità sconcertante: una cosa che mangerei di continuo è la pizza e da buon napoletano ho le mie tre o quattro pizzerie preferite in cui so che la fanno buona. C’è da dire che non sono da piatto chic. Per di più sono da piatto classico tipo una saporita pasta e fagioli, cucinata però con la cipolla fresca. C’è una cosa che adoro, la spigola al sale, secondo me è tra i modi migliori di gustare il pesce perché si sente proprio il mare.

 

Il Natale si avvicina. Un piatto della tradizione torinese e un piatto tipico dellateatro stefania rocca cucina napoletana che non manca mai alla vostra tavola durante le feste natalizie.

 

S. Ro. Io ho un po’ mischiato tutte le tradizioni culinarie in quanto sono di Torino, ho vissuto a Roma e a Parigi per tanti anni ma adesso vivo a Milano e il mio compagno è originario di Lecce. Un piatto che mi piace molto mangiare a Natale è il baccalà alla vicentina che, appunto, non c’entra nulla con le mie tradizioni.

 

D. Ru. Il problema del Natale per me che vengo da una famiglia numerosa cucinare il pesce che è tradizione qui a Napoli. E’ difficile cucinare bene il pesce se si è in venti a tavola. Quindi dicendola alla napoletana mi intossico. Però non impazzisco per il cibo natalizio tradizionale.

 

Il vostro lavoro tra setting cinematografici e tournée teatrali vi porta a viaggiare. C’è una specialità che avete assaggiato durante i vostri viaggi che vi ha colpito particolarmente?

 

S. Ro. Qualche anno fa ero proprio a Lecce per lavoro e una famiglia del posto ci aveva invitato a mangiare da loro. In quell’occasione ho gustato una faraona ripiena. Io non sono un’amante della carne ma il modo in cui era cucinata quella faraona era davvero buonissima. L’ho mangiata volentieri. Forse mi ha colpito anche perché non saprei rifarla.

 

D. Ru. Noi siamo appena stati a Trento per la tournée in cui mi sono fatto del male fisico mangiando un piatto trentino molto buono ma anche molto pesante, un tortello di patate. Ho saputo anche quali sono gli ingredienti: patate tagliate, sciolgono lo strutto in padella per unire le patate, nel mezzo poi ci mettono di tutto compresi vari tipi di formaggi.

 

Quale ricetta consigliereste ai nostri lettori?

 

S. Ro. Io consiglierei proprio la fregola che è un piatto che non si trova tanto facilmente e che io ho imparato in Sardegna tra l’altro durante la tournée di Ricorda con Rabbia. E’ una pasta piccola, fatta a mano che si può preparare in mille modi, però  fatta con le vongole, i calamari e i gamberi è una vera bontà.

 

D. Ru. Io invece proporrei una ricetta che prepara spesso mio fratello  ( ndr l’attore e regista Gabriele Russo), una mezza manica con gamberi, calamari, pomodorini e una grattata di vero tarallo napoletano sbriciolato, che è una variante di uno spaghetto catanese con le acciughe in cui si mette invece il pane sbriciolato.

 

Antonia Fiorenzano