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Finita la cena non ordino mai il dolce ma poi lo assaggio dal suo piattino… ho capito più cose degli uomini da una sacher che da mille discorsi.”  Così ha inizio un interessante viaggio psicologico sulle tipologie umane a tavola.

Il dialogo è tra due sorelle, interpretate da Vittoria Puccini e Anna Foglietta, protagoniste della nuova commedia di Paolo GenoveseTutta Colpa di Freud, attualmente nelle sale italiane. Durante la conversazione le due giungono a una classificazione degli uomini in base alla reazione davanti al gesto di assaggiare il loro dolce. C’è l’antipatico che offeso ti guarda male, l’ingordo che comincia a mangiare più velocemente per paura che tu glielo finisca, poi c’è l’egoista che tira a sé il piattino infastidito, e infine lo sborone che chiede un’altra porzione. “Con il mio ultimo uomo - conclude la Puccini nel film -  è cominciato tutto da una panna cotta che non ha voluto dividere…dovevo capire tutto!”

Nel film, ambientato nel centro di una bella e luminosa Roma, si affronta il tema dell’amore nelle sue sfaccettature e si analizzano comportamenti di uomini e donne di fronte al più misterioso dei sentimenti umani. Una libraia, Vittoria Puccini, che s’innamora di un sordomuto, Vinicio Marchioni; una gay, Anna Foglietta, che ferita dalla sua ultima relazione decide di diventare eterosessuale; una diciottenne, Laura Adriani, che perde la testa per un uomo più maturo, Alessandro Gassman. A subire tutte le paure, le confessioni e le battaglie per riconoscere il vero amore è un super papà psicanalista, interpretato dall’ottimo Marco Giallini. Nel cast anche un’inedita Claudia Gerini (nel ruolo della moglie di Gassman) che veste i panni di una borghese donna, elegante e riservata, e ancora volti noti al cinema italiano, quali Gianmarco TognazziEdoardo LeoDaniele Liotti e Giulia Bevilacqua.

La pellicola di Genovese è generosa di dettagli enogastronomici che facilitano la rappresentazione di una vita quotidiana contemporanea. Un padre in grembiule cucina amorevolmente per le figlie, dall’abbondante colazione alle gustose cenette di famiglia con bottiglie di buon vino a seguito, splendido il primo piano sul prestigioso rosso di Taurasi. Non mancano le riprese in incantevoli ristoranti con tanto di citazione, come Zi’ Teresa a Maccarese (“Cucinavano certi spaghetti vongole, rucola e pachino – ricorda Gassman nel film) e il Lanificio. Dovizia di particolari anche nella scelta dell’arredamento da cucina, un vero tocco di design è il frigorifero con porta a lavagna e gessetti per scrivere le ricette.

Il film è una commedia piacevole grazie a una sceneggiatura briosa, a cura dello stesso regista, e a un cast affiatato.

 

claudia gerini in tutta colpa di freudAlla presentazione napoletana del film sono intervenuti il regista Paolo Genovese, l’attrice Claudia Gerini e Raffaele Felaco, presidente dell’Ordine degli Psicologi della Campania e membro del Consiglio Nazionale degli Psicologi, dando vita ad un insolito dibattito tra cinema e psicoanalisi. Uno scambio interessante dove Felaco si è complimentato con il regista per la veridicità nella rappresentazione della professione dello psicanalista e dove ha concesso alcune dritte per un eventuale Tutta colpa di Freud 2.

A noi di inFOODation Claudia Gerini confessa i suoi gusti in cucina.

Nella classificazione esposta nel film, troviamo il tipo antipatico, l’egoista, l’ingordo e lo sborone. Lei come si definisce?

Generosa. Mi piace mangiare bene e condividere tutto, dal piatto al vino e fino al dolce. Sono anche veloce nel mangiare, ma tendo a non esagerare perché se mangiassi quanto vorrei peserei 150 chili!

Passiamo alla cucina di casa. Com’è Claudia Gerini ai fornelli?

Cucino di tutto. Se sono sola preparo pochissimo ma spesso mi capita di avere amici a cena e cerco di dedicarmi preparando diverse ricette. Non invito mai più di cinque amici perché non riesco mai a dosare le quantità se a tavola siamo in tanti. Per dirla tutta non avrei neanche le pentole per dieci persone!

Qual è il suo piatto preferito?

Sono un’amante dei secondi, soprattutto il pesce. Mi piace la ricetta all’acqua pazza, ma mi diverto a unire ricette tipiche italiane con quelle orientali. Utilizzo numerose spezie per insaporire, una sorta di contaminazione gastronomica.

A.F.