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Protagonisti
Strumenti

 

Un film sperimentale che coinvolge autori già affermati e giovani filmaker come Carmine Borrino e Gaetano Di Vaio, fondendo un mix di linguaggi nuovi ed eterogeni, formando un racconto unitario. Le  immagini di documentari e di cortometraggi, anche visionari, si susseguono e si contaminano per creare qualcosa di mai visto, così come accade in cucina, mischiando ingredienti diversi per sentire sapori unici, mai provati. Antonietta De Lillo, guidandoci nel suo Pranzo di Natale ideale, ci racconta il suo amore per la cucina.  << Dopo la mia casa di produzione, la Marechiaro Film, un mio sogno sarebbe aprire con degli amici la Marechiaro Food >> , dichiara la regista, << Un luogo di ritrovo dove ogni settimana viene proposta una cucina regionale diversa>>.

Antonietta, com’è venuta l’idea per Il Pranzo di Natale? Come mai la scelta di questo momento topico del Natale?

È venuta dalla mia curiosità per le nuove tecnologie, le quali, di conseguenza, rinnovano anche i contenuti. Il Natale è un momento che coinvolge tutti. È’ un momento che riguarda il cibo. Del resto, il rito del Natale ruota intorno al cibo e alla convivialità della tavola. Fanno parte della nostra cultura e ci dicono chi siamo essendo declinati in base alle tradizioni e ai gusti di tutti noi. Il modo in cui cuciniamo rivela una parte di noi.

Com’è avvenuta la scelta degli autori?

Essendo un film partecipativo non volevo che ci fosse una selezione, bensì che ci fosse una chiamata grazie a internet. Gli autori hanno scelto di sedersi al tavolo di questo progetto. Era un’esigenza artistica per raccontare  in modo oggettivo l’Italia contemporanea vista da più sguardi. In cantiere c’è già un secondo esperimento dove ci sono dei ritorni come Matilde De Feo che con il suo 25 Dicembre,  lavoro ispirato alla video arte, apre Pranzo di Natale.

Prima di diventare regista lei è stata fotografa, se dovesse rappresentare la tavola e la convivialità da cosa partirebbe?

Sceglierei il dopo cena. Mi piace restare a tavola dopo, continuando a conversare. Certamente è l'istante più bello, in cui si gusta un liquore e si assapora un dolce. È come se ci fosse un’attrazione magnetica in essa. Nella tavola c’è la bellezza della condivisione.

E il suo rapporto con la cucina e il cibo?

La cucina è arte e il cibo ci rappresenta. Per quanto mi riguarda, ho molta attenzione per la qualità del cibo. Io sono del Sud e il Sud è cibo. Il verbo mangiare è sempre stato presente nella mia vita, fa parte della mia storia familiare. Fin da piccola il cibo era considerato un elemento d’amore. Ricordo le lasagne e le pastiere che si preparavano in casa mia. Soprattutto ricordo l’abbondanza delle gustose pietanze che venivano preparate, cosa che poi ho modificato nelle mie abitudini alimentari. Con il tempo ho imparato a badare più alla qualità che alla quantità. Mangio poco ma bene. Sono per le ricette semplici, con pochi ingredienti ma mischiati con sapienza.

C’è un piatto che ama cucinare?

I primi piatti sono la mia specialità. Seleziono con cura i sughi e i vari tipi di pasta. Uno dei miei cavalli di battaglia è pasta con i peperoni, che consiglio di provare ( ndr Troverete la ricetta della pasta con i peperoni nella nostra rubrica Ricette Gustose).

Passiamo a un aspetto più ludico. Qual è il piatto di Natale che predilige?

Noi dell’Italia Meridionale siamo bravissimi a cucinare il pesce, quindi non posso che preferire gli antipasti di pesce crudo. Il suo profumo e il sapore naturale sono un condimento di per sé. Adoro i carpacci, crostacei e frutti di mare crudi. Inoltre per me significa anche un elemento di condivisione con le mie figlie, in quanto sono matte per il sushi.

Antonia Fiorenzano