-->

Protagonisti
Strumenti

 

Il soggetto, firmato da Giampaolo Morelli (l’ispettore Coliandro del piccolo schermo, serie diretta proprio dai Manetti) , vuole proprio lo smascheramento di un latitante capo camorrista grazie al poliziotto infiltrato, il convincente Alessandro Roja ossia il Dandi di Romanzo Criminale - la serie, pianista raffinato e raccomandato dal Questore, diventato tastierista nella band del neomelodico Lollo Love  (lo stesso carismatico e bravo Morelli): i due suoneranno al matrimonio della figlia di un terribile boss al quale i pericoloso criminale è stato invitato.

"Negli ultimi anni Napoli al cinema è stata scambiata per Scampia", hanno spiegato i registi,"quando invece esiste un centro città, bello ed unico, che abbiamo cercato di ritrarre alla maniera di Loy e Scola."

Coprotagonisti di lusso Carlo Buccirosso, Paolo Sassanelli e Peppe Servillo.

Camei d’eccezione sono fatti da protagonisti della musica partenopea di ieri e di oggi di ogni genere come, Ciccio Merolla, Franco Ricciardi, Antonio Buonomo, Ivan Granatino. Rivelazione è Serena Rossi, che oltre a interpretare la solare sorella  di Lollo Love, presta anche la sua bella voce a un paio di brani, tra cui uno scritto da Enzo Gragnaniello, nella colonna sonora firmata da Pivio e Aldo De Scalzi.

Una ventata di ottimismo, buonumore e soprattutto di speranza che si riesca a girare di più nella città di Napoli, che soffre di brutta nomea anche a livello cinematografico, ma dove invece, spiegano registi e protagonisti, si sono trovati benissimo, ricevendo ovunque un’ottima accoglienza, disponibilità e facilitazioni a fare il proprio lavoro, in cui, a quanto pare, anche l’aspetto gastronomico ha avuto un aspetto rilevante soprattutto per Morelli, napoletano che da anni vive a Roma, che per Alessandro Roja.

Giampaolo, gira voce che le pause pranzo durante la lavorazione del film fossero particolarmente gustose.

È vero! Per fortuna invece dei soliti banali cestini da set, ci siamo rimpinzati di pizze fritte, cicoli e ricotta, crocchè, arancini, panini napoletani. A volte, cominciavamo dal mattino  amangiare queste leccornie, al posto del caffè. Una vera carica energetica e calorica che sicuramente ci appesantiva ma ci donava il buonumore, tutt’altra storia rispetto agli impersonali pasti sui set di altre città italiane. Vivendo a Roma ciò che più mi manca è proprio la cucina napoletana e i suoi sapori decisi e inconfondibili. Ogni volta che torno a Napoli, m’aggia scassa!

alessandro-roja-song-e-napule-film

Alessandro, a te cosa è rimasto impresso della nostra cucina e come la città ti ha accolto in tal senso?

Ancora sento il sapore di quelle pizze a metà mattinata, pesanti, ma buonissime. Ho mangiato dei fritti eccezionali, mai assaggiati da nessuna parte così asciutti e gustosi. Ho particolarmente gradito l’incursione in una pescheria in centro che di sera si trasforma in sushi bar e serve anche fritto tutto il pesce che è avanzato dalla vendita giornaliera. Una cosa unica e che non dimenticherò facilmente.

La possibilità di mangiare bene e a basso costo quasi dappertutto, ti cambia in qualche maniera la qualità della vita.

Se poi ripenso alla scena nella nota tripperia della Pignasecca, come si può pensare altrove di fare una pausa pranzo in un posto del genere?  

Questa città mi ha accolto in maniera calorosa e speciale. E sostengo fortemente che non è iconografia parlarne bene, ma semplice constatazione. È una città che è capace di dare tanto, a livello artistico, umano, culinario. Mi sono sentito accolto in maniera speciale e spero di tornarci prestissimo e ripetere l’esperienza divertente e costruttiva. Ho visto posti splendidi che neanche immaginavo esistessero, scorci di paradiso tra vicoli e strettoie. L’Italia intera che si perde dietro i luoghi comuni che riguardano questa città non sa quanto si perde. L’ho frequentata per un breve periodo ma la porto davvero nel cuore, senza piaggeria, con assoluta sincerità.

Carmen Vicinanza