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Se si fa il nome di Alessandro Gassmann sentirete le voci a unisono dire intelligente e sensibile. Quella intelligenza viva l’hanno portato in teatro ad allestire testi complessi in cui l’impegno civile e l’etica fanno capolino ne sono esempi Razzabastarda con cui ha esordito come regista al cinema e l’adattamento teatrale di Qualcuno volò sul nido del cuculo , spettacolo da lui diretto e che ha appena debuttato al Teatro Bellini di Napoli e che approderà tra qualche settimana al Goldoni di Venezia, per non parlare della sua prossima regia teatrale La pazza della porta accanto in cui parlerà di Alda Merini. La sensibilità, la coerenza e la scelta di essere in prima linea contro le ingiustizie senza tapparsi la bocca con un elegante bavaglio l’ha dimostrato  nel suo impegno durato per anni con Amnesty e diventando oggi ambasciatore dell’UNHCR, senza contare il suo essere un attivista combattivo scrivendo 86 volte su Twitter al Premier Renzi senza avere nessuna risposta alla sua semplice richiesta su “ come fare a stanare quella grande massa di corrotti dichiarati, alcuni condannati, altri indagati, che stanno in Parlamento”.

Chissà se tra 15 anni aprirà un ristorante all’estero come ha dichiarato in un’intervista a Il Fatto Quotidiano in occasione dei suoi meravigliosi 50 anni, sta di fatto che Gassmann è anche un attore camaleontico: frequenta volentieri la commedia sofisticata lo dimostrano Il nome del figlio di Francesca Archibugi remake del francese Cena Tra Amici e Se Dio Vuole, attualmente al cinema. Eppure vi sorprendereste nel vedere come in entrambe le pellicole il cibo abbia un valore simbolico o addirittura sia pretestuoso per accendere la scintilla.

In Se Dio Vuole, la commedia di Edoardo Falcone, Alessandro Gassmann alias Don Pietro, un prete sui generis che ha un forte ascendente sui giovani avvicinandoli alla fede, e il cardiochirurgo ateo Tommaso ( Marco Giallini) sono divisi dai loro credo e punti di vista agli antipodi, ma credono entrambi nella pizza alla mortazza, ossia la pizza bianca con la mortadella ghiottoneria tipicamente romana, tanto che davanti a essa iniziano un reale dialogo e confronto. Simbolo di come una prelibatezza genuina possa unire e rompere muri apparentemente insormontabili.

Mentre ne Il nome del figlio Gassmann interpreta lo sbruffone e superficiale Paolo, il quale in occasione di una cena in cui sono coinvolti la sorella di Paolo e gli amici di una vita, la scelta del nome del suo primo figlio porterà a un'accesa discussione che riporterà a galla vecchi rancori, vecchie gioie e segreti mai svelati prima. Così tra spinaci con semi di sesamo, stracchino biologico, pollo al timo e pomodori annaffiati da vini francesi pregiati e soprannomi che richiamano la qualità di prugna chiamata Regina Claudia si innescano arguti e brillanti duelli verbali tra dei i commensali i totale stato di grazia.

C’è anche la Tv. In questi giorni è su Raiuno tra i protagonisti della serie corale Una Grande Famiglia, giunta alla terza stagione in cui interpreta il tormentato e ambiguo Edo Rengoni, primogenito degli imprenditori brianzoli. Proprio durante le tavolate di famiglia Rengoni in cui non si arrivano mai a finire i tagliolini a limone e manicaretti preparati da mamma Eleonora incarnata da Stefania Sandrelli si celano misteri e litigi sono in agguato come in ogni riunione familiare che si rispetti.

Noi abbiamo incontrato Alessandro Gassmann in occasione del suo ultimo spettacolo. Ascoltiamolo in questa intervista cliccando su: Incontro con Alessandro Gassmann