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Esce in sala l’11 Febbraio 2016 Perfetti Sconosciuti il nuovo film di Paolo Genovese ( regista di ImmaturiImmaturi – Il ViaggioUna famiglia perfettaTutta colpa di Freud ) con un cast d'eccezione:  Giuseppe Battiston, Anna Foglietta, Marco Giallini, Edoardo Leo, Valerio Mastandrea, Alba Rohrwacher, Kasia Smutniak. 

PERFETTI SCONOSCIUTI è una produzione Medusa Film ed è un film nato da un soggetto originale di Paolo Genovese, che ne firma anche la sceneggiatura insieme a un team di sceneggiatori tra cui l'attore e regista Rolando Ravello, tutti presenti alla conferenza stampa di presentazione del film.

Qui gli attori e il regista hanno raccontato le affinità con un lavoro teatrale visto che si sono ritrovati a girare, per sei settimane, seduti attorno allo stesso tavolo, ogni sera davanti allo stesso cibo, ore e ore a girare e a riprovare i vari ciak con il piatto di gnocchi sempre sotto gli occhi…

Così ad alcuni dei protagonisti di questa amara commedia moderna, che si basa su un gioco innocente ma spietato, è venuto il rifiuto per gli gnocchi per un bel po’ di tempo dopo la fine delle riprese e anche del vino onnipresente nei bicchieri di scena con cui a volte si sono ubriacati davvero.

Tra i vari retroscena la bellissima Kasia Smutniak ha raccontato delle tante serate passate sul set in cui il lavoro è stato interrotto dagli uomini della troupe per guardare le partite: << Noi donne, che siamo più intelligenti, parlavamo di politica >>.

Ma perché la nausea per gli gnocchi? Perché tutto il film è ambientato tra 4 mura, in casa di una coppia benestante che invita a cena un gruppo di amici, all’apparenza molto affiatati, finché la padrona di casa Eva ( la Smutniak ) si dice convinta che tante coppie si lascerebbero se ogni rispettivo partner controllasse lo smartphone del proprio partner. Ecco che si aprono le danze e inizia un gioco al massacro, in cui tutti devono mettere il proprio telefonino sul tavolo, accettando di leggere sms, email, whatsapp ad alta voce e rispondendo alle chiamate esclusivamente in vivavoce.

Ognuno di noi ha tre vite: una pubblica, una privata e una segreta, è la citazione di Gabriel Garcia Marquez  da dove il regista è partito per costruire il plot. Sempre più spesso oggi quella segreta è nelle nostre sim. 

E' una brillante commedia sull’amicizia, sull’amore e sul tradimento, su quelle zone nascoste delle nostre vite che ognuno di noi, chi più e chi meno ha, è che forse è un bene che non vengano mai del tutto a galla.  

 Alba Rohrwacher, invece, racconta come abbiano girato in sequenza quasi tutto il film, ma di non trovare somiglianze con il lavoro teatrale, se non per la tavola imbandita ricreata ogni sera ad opera d’arte con le stesse porzioni di gnocchi nei piatti e con lo stesso livello di bevande nei bicchieri…

Tutti, chi più chi meno, ha qualcosa da nascondere e spesso lo nasconde proprio nella sim del proprio cellulare. Ma per Anna Foglietta la cosa più interessante della pellicola è : << Non è tanto il segreto nascosto all’interno del telefonino, quanto il fatto che le persone ricorrano al telefono per crearsi un’altra opportunità, un’altra possibilità. In realtà i segreti che emergono sono anche un po’ meschini, sciocchi, infantili. Ma a volte le persone hanno bisogno anche di questo per uscire dal grigiore delle loro esistenze, da rapporti che con il tempo si sono incancreniti>>.

Ma ora al di là degli aneddoti del backstage e dello spirito goliardico che c'è stata durante la lavorazione, in PERFETTI SCONOSCIUTI la cena e la religiosità  che ruota attorno alla sua preparazione ha un ruolo fondamentale in quel gioco che rischia di far saltare tutti gli equilibri di quel gruppo di amici in cui tutti noi ci possiamo ritrovare. << Essendo un film che parla di vita privata, di amici e di intimità. Secondo me il momento più intimo che noi abbiamo è la cena. Si sta seduti attorno a un tavolo, ci si guarda negli occhi, si mangia e si chiacchiera. Ricordi il modo di dire "Ma che è, abbiamo mai magnato assieme", bè indica proprio l'intimità che lega le persone >>, sostiene Paolo Genovese e continua, << C'è tutta una liturgia di come si mangia e di cosa si mangia. Sicuramente capiamo molto delle persone attraverso il modo in cui approcciano al cibo. Del resto, è una parte così essenziale della nostra vita. Inoltre nel nostro film ha anche una necessità drammaturgica: il non dare via di scampo ai protagonisti. La dimensione privata di una cena in casa di amici potrebbe diventare quella di una prigionia, in cui si deve restare inchiodati se ti confronti e metti davanti a te e agli altri la tua "scatola nera".>>

 Un’altra chicca sul film è che Fiorella Mannoia ha scritto una canzone originale per questa commedia, sicuramente da vedere, ma non a San Valentino, non si sa quali effetti collaterali possa portare.

Roberta Mazzacane