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Il migliaccio è uno dei dolci tipici del Carnevale campano, ha origini antiche e contadine. Già noto in epoca romana fu anche menzionato in una sua opera dall’autore latino Varrone .

Nel corso dei secoli è stato preparato con ingredienti sempre diversi e alla base, una volta, ci stava il sangue di maiale.

Il nome invece deriva dal latino milĭum ovvero miglio, la farina usata per preparare questo piatto che poteva essere sia dolce che salato. Nel napoletano antico si registra anche la formula miliàccio per indicare un pane di miglio.

La versione dolce oggi si prepara con farina di semola e ricotta, somiglia tanto al ripieno della sfogliatella e appare un'anticipazione della pastiera pasquale  e attraverso sapori e profumi annuncia l'imminente risveglio della natura in Primavera.

Ricetta e procedimento.

700 g di zucchero

700 g di ricotta

100 g di burro

1 l di latte

10 uova

150 g di semola

Un pizzico di sale

Due cucchiai di canditi tipo cedro e arancia tritati finemente ( se graditi)

1 arancia da grattugiare la scorza e da premere

1 limone da grattugiare la scorza e da premere

1 fiala millefiore

½ bacca di vaniglia

Zucchero semolato per la guarnizione

 

Procedimento

Lavorare lo zucchero con la ricotta finemente e lasciare da parte.

In una pentola dal fondo alto sciogliere il burro, versare la semola, mescolare affinché il composto morbido si stacchi dalle pareti e aggiungere il latte a filo portando a ebollizione. Aggiungere una per volta le uova continuando a  mescolare, poi tutti gli aromi e infine unire il composto di ricotta e zucchero. È necessario lavorare energicamente per evitare la formazione di grumi. Imburrare una teglia del diametro di 30 cm, preriscaldare il forno  e cuocere per 3 ore a 120°. Dovrà risultare dorato e non preoccupatevi se resterà umido è una peculiarità del dolce.

Quando il migliaccio sarà raffreddato sarà possibile trasferirlo su un piatto di portata. Lasciarlo riposare almeno 5-6 ore  e cospargerlo di zucchero semolato prima di servirlo.

 

Attendiamo commenti! Buon Martedì Grasso! 

                                                                                                                                                         F.S.M