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Siam così giunti alla fine dell’anno e, quindi, all’ultima ricetta del 2015 della rubrica Sapori di Rivolta. Salutiamo il vecchio anno e ci prepariamo ad accogliere il 2016 con una ricetta estremamente tipica e di buon auspicio. Stiamo parlando del capitone.

Alla vigilia di Natale e soprattutto di Capodanno, sulle tavole di Napoli e del sud Italia il capitone (la femmina dell’anguilla) non deve mai mancare. Il motivo risiede nella superstizione. Il capitone ha la forma di un grosso e lungo serpente che per il Cristianesimo rappresenta il male ovvero Satana che, prendendo le sembianze di un serpente, tentò Eva, inducendola a mangiare la mela e condannando gli uomini al peccato e alla morte. Mangiando il capitone, quindi,  simbolicamente si mangia il serpente e si uccide il male. Questa tradizione è considerata da molte famiglie un vero e proprio rituale di buon augurio. Fino a pochi anni fa, sempre per tradizione, l’uccisione del capitone avveniva in casa per mano della donna più vecchia della famiglia.

Rispetto all’anguilla il capitone è molto più grosso, più polposo e più grasso (24 gr di grasso su 100 gr. di prodotto), ragion per cui se ne mangia giusto un pezzettino, proprio per buon augurio! Nella ricetta di oggi ve lo proponiamo fritto e molto, molto profumato. Per 1,200 kg di capitone ci occorrono 50 gr. di farina bianca e 50 gr. di farina gialla, abbondante olio per friggere, tante foglie di alloro fresco, sale, pepe e una decina di stuzzicadenti lunghi.

Dopo aver acquistato il capitone privato già della testa, tagliatelo a pezzetti piccoli e sciacquateli sotto acqua corrente in modo tale da eliminare eventuali impurità. Fate riscaldare in una padella abbondante olio e nel frattempo asciugate accuratamente i pezzetti di capitone e infarinateli nelle due farine precedentemente mescolate. Fatto ciò, infilzateli negli stuzzicadenti, alternando un pezzetto di capitone e una foglia di alloro, e così via fino all’esaurimento del capitone. Quando tutti gli spiedini saranno pronti, friggeteli nell’olio per 10 minuti. Asciugateli con carta assorbente per eliminare l’olio in eccesso, regolate di sale e pepe e serviteli caldissimi.

A questo piatto dalla grassezza per nulla indifferente ma dal gusto delicato, le bollicine sono d’obbligo. Lo spumante Ellenikos di Fattoria La Rivolta, 80% greco e 20% aglianico vinificato in bianco, è un onesto compromesso, sia per la funzione “sgrassante” che solo le bollicine rivestono, sia soprattutto per brindare nel migliore dei modi al Nuovo Anno!

Felice Anno Nuovo da tutta la redazione di Infoodation!

 

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Valeria Vanacore