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Ancora primi. E lo deve essere ancora. Perché la squadra di Sarri dimostra sempre più carattere e bel gico. E soprattutto grazie a lui bandite le distrazioni. Anche le sfide sulla carta più semplici non devono essere prese sottogamba. Come con il Carpi. E visto che anche noi di inFOODation utilizziamo questa filosofia, oggi parliamo del RE delle salse. Parliamo del pomodoro e della sua tradizione. Un piccolo omaggio a ciò che facevamo affinché non vada perso “come lacrime nella pioggia”.

 

Sugo al pomodoro alla napoletana

Ok lo ammettiamo, potrebbe suonar strano proporre praticamente la base della cucina italiana.
Ovviamente non abbiamo la presunzione di dire che qui è nato il sugo (ci mancherebbe) ma sicuramente il sugo napoletano ha vari motivi per essere menzionato. In primis perché grazie alla preparazione dei nostri nonni era unico.
Pensateci: vi ricordate le levatacce la mattina per aiutare a raccogliere i pomodori (o utilizzare quelli San Marzano)?
Più che altro ognuno di noi associa questo accadimento a tutto il rito simbolico che seguiva: impossibile non citare il pentolone che borbottava, le bottiglie rigorosamente di vetro che man mano si accatastavano le une sulle altre, ma anche le sole “pezze” di cotone fradice di vita, di quel colore rosso acceso che li copriva.
Con questo paragrafo abbiamo leggermente deviato dal nostro percorso narrativo, fatto di calcio fuso a cenni storici, ma non potevamo non citare LA salsa per antonomasia e tutto il bagaglio di tradizione e amore che a Napoli si porta dietro ma che purtroppo sta scomparendo generazione dopo generazione.

 

La mostarda fina di Carpi

Di mostarda ne parliamo addirittura dal XIII secolo, in un testo francese che riportava proprio la voce mustum ardens facendo riferimento al mosto di vino ardente grazie alla farina di grani di senape.
Quella di Carpi tra l’altro è importante perché è una delle pochissime ad avere origini nobili anziché contadine; e addirittura alcuni dicono che la vera ricetta carpigiana sia scomparsa con l’estinzione della famiglia dei Sebellini, droghieri in Carpi, che non hanno mai rivelato a nessuno né gli ingredienti né tantomeno la preparazione.
Sicuramente erano presenti materie prime come mele, bucce d'arancia, canditi di cedro, senape, miele e spezie varie.
Perfetta per le carni, la mostarda diviene il simbolo gastronomico di Carpi grazie alla ingente produzione di frutta nella zona adiacente.

 

Massimiliano Guadagno