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Non ci vuole molto a 'spottare' una moda. Basta aprire Facebook, con numerose pubblicità che promettono piani di dimagrimento miracolosi, a YouTube, dove imperversano sempre di più i video di allenamenti homemade per pancia piatta e fianchi sottili, fino ad Instagram, dove fotografare i propri pasti sani sta diventando sempre più frequente. Uno, dieci, cento, mille like per una fotografia che ritrae un porridge triste, seppur ben ritratto, grazie al filtro Valencia. E' lì che la parte più conservatrice di me si domanda dove sia finita la cara, vecchia colazione italiana, con un burrosissimo cornetto crema e amarena e un cappuccino strapieno di schiuma e saccarosio. Ma la realtà è che i tempi corrono, i trends si evolvono e se prima avena, semi e bacche erano un cibo di nicchia per vegetariani e - più sporadicamente - vegani che si affacciavano timidamente al mondo dell'etica alimentare, adesso sono un vero e proprio trend.

Eh già, pare proprio che adesso il #mangiarsano, o meglio lo #healthyeating, insieme a un sano allenamento, stiano diventando la panacea di tutti i mali. Ma cosa c'è dietro questo nuovo trend, che sta raccogliendo sempre più adepti?

Banalizzare il fenomeno etichettandolo semplicemente come 'moda', è in realtà frettoloso e sbagliato. Tutto nasce da una consapevolezza diversa a seguito della divulgazione di studi - più o meno veritieri - sul tipo di alimentazione occidentale, da sempre considerata sbagliata e inficiante per la salute. Si è partiti dal fenomeno della Encefalopatia spongiforme bovina conosciuto ai più come fenomeno della mucca pazza negli ultimi anni '90, fino all'ascesa delle cucine etniche, nella fattispecie quella asiatica, che ha portato a una nuova cognizione del cibo. Sull'onda dell'isterismo mediatico, coadiuvato da una buona dose di verità scientifiche e dalla pubblicazione di numerosi libri in merito ( molti a opera di celebrities del calibro di Gwyneth Palthrow, Cameron Diaz e Kate Hudson ) , ci si è allontanati sempre di più dalla carne, sostituita nel tempo con altro genere di proteine  - soia, tofu, quinoa, frutta secca - fino alla ben più recente lotta etica contro l'olio di palma, demonizzato al punto che le più grandi aziende produttrici di dolciumi, dove esso è ampiamente usato per il suo basso costo e alte proprietà idratanti, hanno dovuto rimodernarsi e trovare soluzioni alternative.

Questa tendenza, se così vogliamo chiamarla, sulla scia dell'avvento del BIO, ha rivoluzionato anche il settore della piccola imprenditoria. Non è mistero che sempre più fruit-bar, bio-bar ristoranti vegetariani e vegani siano in costante espansione ed accolgano un ampio bacino di utenza, esattamente come i supermercati ed empori biologici. E perfino il concetto di fast-food è stato totalmente rivisitato - basti pensare che in metropoli come Londra, Parigi, New York la catena Pret-à-Manger, pioniera di un tipo di alimentazione sana seppur 'frettolosa' ha aperto altri 20 punti vendita - a discapito del buon, vecchio e untuoso McDonalds.

Resta inteso che l'#healthyeating non necessariamente coinvolge una consapevolezza etica come quella dell'ideologia vegetariana o vegana, ed è qui che sorge il quesito: è realmente voglia di rivoluzionare la propria alimentazione partendo da un cambiamento ideologico, o semplicemente una moda che sparirà dopo poco tempo? 

 

Mary Sorbillo

 

Photo Credits: instagram / user: 38stgilesnorwich