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Lontano dai lucchetti di Ponte Milvio ed i giocolieri di Trastevere, dove fanno l’aperitivo i Ragazzi di Strada?

Il Pigneto, si sa, lo ami o lo odi, lontano dalla movida rassicurante del centro romano, ai margini della periferia est, il quartiere popolare amato da Pasolini mantiene il suo fascino irrequieto, la perenne ambiguità tra il radical chic e l’emarginazione sociale.

Diventa un punto dei programmi elettorali, meta di pellegrinaggi mediatici, nel tentativo di redimere il più piccolo e affollato quartiere della capitale, “la corona di spine che cinge la citta di Dio” pasoliniana.

Il Pigneto è passato alla storia come il set dell’Accattone, dove si muovevano indisturbati i “Ragazzi di vita”,  mescolandosi a ladruncoli e teppistelli dell’Italia polverosa degli anni ’60. Il Pigneto era e resta un quartiere atipicamente popolare, che nel tentativo di riscattarsi si è trasformato nell’amabile ibrido dell’urbano contemporaneo. È tra le sue villette dai colori pastello, i palazzoni di mattoni rossi, le strade alberate ed il profumo di arancio che ci si imbatte nei locali più singolari della capitale.

I 5 locali più fighi del Pigneto:

Tentare di nasconderlo sarebbe ipocrita, il locale più famoso del Pigneto è Necci http://www.necci1924.com/ La storia di questo posto parla da sola, nasce agli inizi degli anni ’20 quando il quartiere era meta di un’altra immigrazione, quella nostrana, proveniente dal profondo sud. Necci sopravvive alle bombe dei tedeschi e negli anni ’60 è scelto dal maestro Pasolini come set per Accattone. Ad oggi è meta ambita di turisti impegnati e perdigiorno nostrani, una tappa imperdibile, se non fosse altro per lo splendido giardino. E sì, l’aperitivo c’è, forse non proprio dei migliori, ma non si può bucarlo!

 

‘Na cosetta, http://www.nacosetta.com/ nonostante il nome poco pretenzioso è un’esplosione culinaria corredata dal giusto gusto per la musica live. Jazz, swing, reggae e musica d’altri tempi rallegreranno aperitivi gourmet che facilmente si trasformano in cene succulente, quando tra “la lista delle Vivande” si scorge il carpaccio di Kobe. Ideale anche per chi voglia darsi delle arie ed ordinare ostriche e champagne nel posto più popolano di Roma. Unica pecca, le birre, poca scelta tra le spine tutte nostrane.

 

Cargo https://www.facebook.com/CargoPignetoRoma/timeline nasce all’interno di un ex deposito del vicino mercato ortofrutticolo e ne conserva l’autentica atmosfera da luogo di transito. L’ampiezza del locale, le declinazioni fantasiose di Spritz e Mojito a modici prezzi ed i dj set di musica elettronica sono tre motivi sufficientemente convincenti per far tappa all’area pedonale del Pigneto.

 

 

La Bestia Mora Social Pub vi teletrasporta lungo il 41esimo parallelo verso il Queen’s di New York. Il locale è tempio del biking di quartiere, e sede del gruppo ciclistico Brigata Preneste.

La cucina della Grande Mela è rivisitata con occhio attento al vegeterianesimo, attingendo idee e prodotti dai mercati rionali. Interamente in legno, la Bestia Nera ha l’acustica perfetta per jazz e soul, nonostante i mezzi a due ruote che decorano le pareti.

 

L’ultimo nome è il Primo!  http://www.primoalpigneto.it/ Il locale è una piacevole certezza, confusi tra ambientazioni di tendenza e concept sperimentali del quartiere, al Primo siamo sicuri di trovare fave e pecorino! Per il vino c’è l’imbarazzo della scelta, con oltre 400 etichette in cantina. La carta è curata dal sommelier della casa, che suggerisce intraprendenti percorsi di gusto.

 

Chiara Lucrezia Marra