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Non sono i nomi divini di spiriti della foresta amazzonica nella lingua Mayoruna.

Letti in sequenza sembrano una preghiera rituale indigena per invocare la protezione delle forze della natura. Potrebbe anche trattarsi delle erbe contenute in una pozione di antica ricetta per l’eterna giovinezza.

Nulla di così teologico e magico.

Si tratta semplicemente di un breve elenco di frutti tanto variegati nei nomi come nella forma che popolano il Brasile: tondi, allargati, spinosi, legnosi, di colori innumerevoli (dal marrone quasi nero e opaco fino alle sfumature del giallo o fucsia brillante), nascondono in alcune occasioni un cuore dai disegni variegati.

Il succo di questi frutti è un viaggio dei sensi, folle e intenso come una montagna russa, fresco e piacevole come un tuffo nell’acqua caraibica. Un’esplosione di colori!

I negozi brasiliani di frutta sono musei d’arte contemporanea.

São Paolo, terza metropoli d’America con quasi 21 milioni di abitanti (considerando la sua area metropolitana): un miscuglio etnico e di sapori come pochi al mondo.

La gente è tranquilla e gentile come pelle di pesca e cammina per strada sorseggiando bicchieri di frutta spremuta. La metropoli pullula di strade e angoli in cui i diversi frutti appesi in attesa d’esser convertiti in bevanda, esplodono in una ricchezza di colori e profumi.

Alcuni di loro sono strani e sconosciuti per l’occhio europeo, come ad esempio il caju, uno pseudo-frutto carnoso e colorato che cresce sulla noce dell’anacardo, o castagna cajú. L’anacardo è abbastanza noto in tutto il mondo, ma chi sa che questa noce secca, dolciastra e deliziosa con forma di rene condivide l’esistenza con un fratello colorato, gonfio e succoso, apprezzato solo in Brasile per produrre succhi e marmellate?

E che dire delle centinaia di caipirinhas (vitamine, alcool, divertimento e tanto altro) che si possono creare con questi frutti gustosi. La cachaça è un distillato nobile e robusto: la frutta è la sua compagna inseparabile e la caipirinha non poteva che nascere in questo Paese. 

Nel mercato centrale di São Paolo come in tutti grossi mercati cittadini, si trovano negozi particolari di carne, pesce, salumi, con merci vistose per attrarre i clienti.

I fruttivendoli invece sono lontani dalle grandi gallerie di esposizione, quasi isolati in una propria sacralità.

Al mercato di São Paolo la gente va a mangiare panini giganti con pane cadente e mortadella in fette di spessore incredibile, certamente di dubbia origine!

Leggendo l'articolo sembrerebbe il contrario ma i brasiliani non vivono di sola frutta e panini di mortadella scadente da mercato. Esiste infatti una tradizione culinaria e produttiva d’indubbio interesse.

Le preparazioni più apprezzate in Brasile sono il pão de queijo, spugnoso, caldo, materno, come un sorso della infanzia, il pastel, un'impasto fritto croccante preparato con vari ingredienti (pollo, carne secca, gamberi…) e le coxinhas (croquè fritti con forma di coscia femminile) di pollo o mais con formaggio, tutti venduti in piccoli negozi di strada.

La carne è trai prodotti preferiti.

Il taglio più usato è la picanha (equivalente brasiliano del codone) dello zebù, la razza bovina importata nel XX secolo e incrociata nel Paese con la Charolaise. Una carne gustosa, fantastica nel sapore, d’ineguagliabile qualità visto il pascolo libero di cui questi animali approfittano.

La picanha alla brace si può mangiare in numerosi luoghi, ma un ristorante paulista caratteristico per la sua decorazione calcistica, con ambiente amichevole e allegro e musica jazz dal vivo è il São Cristóvão (quartiere Vila Madalena). Non esiste un primo e un secondo piatto, bensì porzioni uniche e da mangiare poco a poco nello stesso piatto come è comune in tutti i paesi d’influenza coloniale portoghese.

Per mangiare un cibo tipico minarese (di Minas Gerais) si consiglia il ristorante Consulado Mineiro, dove la carne è il prodotto per eccellenza, accostato ai fagioli in diversi tipi di preparazioni  accompagnate dalle solite caipirinhas deliziose. Il locale è moderno con porzioni enormi!

Un locale da segnalare per le preparazioni con pesce d’acqua dolce è Amazonia (quartiere Bela Vista), che come dice il nome un ristorante propone ricette della foresta amazonica. I piatti principali sono zuppe piccanti con jambú, un erba dal sapore intenso, anestetica per il palato e le labbra e preparazioni con pesci d’acqua dolce come il piranha cucinato con latte di cocco e verdure.

Dato che la città è grande e ben organizzata non è difficile incontrare accanto alle preparazioni locali ristoranti internazionali e con cucina etnica.

São Paolo è una città multiculturale ricca di quartieri caratteristici. Colpisce quello giapponese, Liberdade, affollato di ristoranti di sushi e piatti tipici giapponesi.

Numerosi anche i quartieri italiani ed ebrei.

Cosa accompagnare a questo delirio di gustosi piatti salati?

La caipirinha è perfetta come aperitivo e finale, ma durante il pasto la birra è la bevanda più usata con un’offerta di birre brasiliane abbastanza ampia, come la Brahma (molto leggera, forse eccessivamente per il gusto europeo), la Skol, la Bohemia, l’Antartica e la più intensa Serra Malte.

Un viaggio da non perdere.

Laura Núñez Pons