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Non mi sono molto addentrata nella cucina tipica che comprende varie tipologie di zuppe, carne di maiale di vari tipi, stinco e salsicce in particolare, salumi cotti e crudi e infinite varietà di patate come contorno. Cibi molto pesanti e ricchi di calorie dovuti anche al clima. Pochi i ristoranti tipici, che non siano luoghi turistici e dove si trova ancora la tradizione tedesca.

La cucina di strada è sicuramente quella che più risalta. Il cibo di questo genere piùcurrywurst famoso è il Currywurst, una enorme salsiccia grigliata o bollita condita con salsa di pomodoro o ketchup e spolverata di curry servita a pezzetti in un piatto con patatine o pane. L'invenzione del currywurst è ascritta a Herta Heuwer che, nel 1949 cominciò a offrire nel suo banchetto all'angolo tra e Kantstraße e Kaiser-Friedrich-Straße, a Charlottenburg, una salsiccia bollita, condita con una salsa a base di concentrato di pomodoro, salsa Worcester e curry in polvere. Dieci anni più tardi registrò il marchio della sua salsa, Chillup. Dal banchetto sulla strada passò poi ad un vero e proprio locale sulla Kaiser-Friedrich-Straße. Il posto più famoso dove mangiare il currywurst è ancora oggi il 36 a Kreutzberg, ho visto gente fare la fila per acquistare la salsiccia aromatizzata anche alle quattro del mattino all’uscita dalla discoteca.

Altro piatto tipico da strada è il Döner Kebab. La capitale tedesca è rinomata per il gusto speciale e l'economicità dei propri döner.

Ma oltre alla notevole influenza araba e turca, che costituisce una larghissima fetta della popolazione di Berlino, si trova cibo di qualsiasi sorta. Mi è capitato di fare colazione in un bar dove si fa anche la manicure. In caffè nei quali si espongono e vendono abiti realizzati da giovani stilisti. Ristorantini che sembrano l’appartamento del gestore, top roof straordinari. Eccellente è anche la scelta di prodotti alimentari e cibi cotti del KaDeWe nel cuore dell’ovest, il più grande magazzino d’Europa dopo Harrods. Cibi provenienti da ogni parte del globo che eccitano gli avventori anche soltanto alla vista.

Ma la cosa che più mi ha divertito sono i ristoranti al buio. Un percorso unico che eliminando il senso della vista fa prevalere quelli restanti. Bisogna sempre prenotare, ma si sceglie il menu che si preferisce, carne, pesce, vegetariano, addirittura vegano e per persone allergiche al lattosio o ad altri alimenti. Si viene accolti in sale completamente buie. Si siede a tavola con altre persone, ma si può anche richiedere di riservare un tavolo intero. Un cameriere provvede a qualsiasi forma di bisogno, come, ad esempio, versare da bere. Bisogna soltanto rilassarsi e cercare di assaporare ciò che si degusta senza avere il privilegio di vederlo.

Un'esperienza sicuramente indimenticabile, in una città che seppur tanto trasformata val sempre la pena di visitare e vivere un po’, se si riesce!

                                                                                Carmen Vicinanza