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Potrà risultare poco credibile a molti, ma è proprio in Gran Bretagna, paese che di certo non spicca per  tradizione culinaria, che nasce e si afferma quello che è diventato un vero e proprio idolo.
Ma Jaime non limita la sua attività alla conduzione di spettacoli televisivi, anche on the road - trasmessi tra l’altro in 100 Paesi, compresi USA, Australia, Sudafrica, Brasile, Giappone e Islanda - e alla stesura di quelli che sono divenuti bestseller tradotti in più di 30 lingue. Il giovane chef si presenta infatti quasi come un “cavaliere” in chiave contemporanea, impegnato nella diffusione di quella che si potrebbe definire una nuova filosofia del cibo.

Partendo dalla passione per il cibo salutare e dal piacere e soddisfazione che può dare il dedicarsi alla loro preparazione – e, perché no, anche alla realizzazione di un proprio orto - Jamie ha “contagiato” il suo pubblico con il suo fare cucina rilassato, basato sul mettere letteralmente le mani sul cibo, metodologia che appare come uno strumento necessario alla conoscenza e partecipazione attiva nel trattamento degli ingredienti.

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Da qui la sua “missione”, dedicata alla diffusione di un approccio più salutare al cibo, ha interessato anche il miglioramento delle mense scolastiche inglesi e americane, rivolgendosi non solo ai ragazzi – che troppo spesso mancano di un’adeguata educazione in questi termini – ma anche al personale legato alla preparazione dei pasti, sfociata nel lancio della campagna nazionale “Feed Me Better” che ha ottenuto l’attenzione del governo britannico e effettive modifiche della regolamentazione relativa alle mense.

Il suo successo è d’altronde palpabile: possiede una catena di 29 ristoranti popolarissimi in UK che portano il suo nome – “Jamie's Italian”-che annovera tra l’altro una sede a Dubai e una a Sidney; il suo libro del 2010 “Jamie’s 30 Minute Meals” ha venduto, solo in Gran Bretagna, un milione di copie, boom confermato dal successivo “Save With Jamie” (“Risparmia con Jaime”) del 2013, solo due tra la ventina di titoli a lui legati, senza contare le varie rubriche a suo nome in diversi magazine.
Come se non bastasse i suoi ristoranti prevedono corsi di formazione per giovani che intendano percorrere questo cammino e i prodotti di alta qualità e la vasta gamma di strumenti e gadget da cucina che portano la sua firma sono acquistabili presso i suoi numerosi punti vendita, così  come nei supermercati, settore in cui il suo impegno è dimostrato dai ben 12 anni di collaborazione con la famosissima catena di supermarket inglese Sainsbury’s, investendo nel miglioramento della qualità e varietà del cibo in vendita, e confermato poi dal 2013 con il contributo che dà al gruppo canadese Sobeys e all’australiano Woolworths.

Dal 2002 la sua Jamie Oliver Food Foundation si occupa di attività benefiche in vari settori: nelle scuole, fornendo materiali agli insegnanti per educare i bambini a produrre e cucinare cibi freschi, in ambienti disagiati - con il “Fifteen Apprentice Programme” - garantendo ai giovani la formazione necessaria nella ristorazione, e nelle diverse comunità, organizzando cooking classes per persone di ogni età a cui viene mostrato come cucinare con pochi mezzi - sia in termini di strumenti che di prodotti a disposizione - ottenendo risultati più che accattivanti.

Insomma, i passi fatti dallo chef inglese in pochi anni di attività sono tanti e tutti dai grandi risultati.
Il suo cammino, punto di riferimento per tanti, è l’avventura di chi ha creduto fermamente nei propri sogni, fino a non solo trasformarli in realtà, ma ottenere la fama tipica dei grandi esiti.

Questa è la storia di Jamie Oliver, un imprenditore che ha mosso i suoi primi passi nel ristorante dei genitori, nella cui cucina era spesso intento ai fornelli. Che ha lasciato gli studi a 16 anni per completare la sua formazione dedicandosi alla ristorazione, presso il Westminster Catering College. Un ragazzo che ha scoperto la sua passione per la cucina italiana lavorando nel ristorante londinese dello chef Antonio Carluccio, a cui deve l’incontro con colui che da lì in poi sarebbe stato il suo mentore: Gennaro Contaldo.
Un giovane che oggi è uomo di successo e che ai numerosi trionfi in ambito professionale aggiunge quelli di una vita privata che lo vede marito della modella Julia Norton e padre di quattro figli.

Una storia decisamente to be continued...

Micole Imperiali