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Le estati in Sardegna (la maggior parte delle estati della mia vita) sono fatte di bevute di Ichnusa, scorpacciate di fregola con i frutti di mare, zuppa gallurese, crema di asparagi e carciofi spalmata sul pane carasau, seadas, panadas, ravioli zucchero e limone e, naturalmente, la bottarga, di tonno e di muggine, fresca e macinata.

Le estati in Sicilia sono fatte di pane cunzato, arancine, sfincione, panelle, setteveli e sarde alla beccafico, involtini di pescespada e spaghetti ai ricci. Io ci accompagno sempre la birra, ma è una mia deformazione personale.

In India (non ci sono mai andata in estate, ma fa caldo come se lo fosse) non si mangia nulla di fresco e i cibi crudi sono sconsigliati, non si rinuncia mai alle spezie e tutto è sempre piccante. Quelle estati, per me, sono tramonti sul mare a Goa bevendo una King Fisher o di fronte al Taj Mahal, l’enorme mausoleo di marmo bianco, il più grande e imponente monumento fatto erigere per amore di una donna, che al tramonto diventa rosa e poi si dissolve in una foschia che diviene buio, mentre sorseggi un chai, il thè indiano fatto con il latte e lo zenzero. I cibi indiani che prediligo, malai kofta, samosa, aloo gobi, aloo potato, chicken cadai, chicken tikka masala.

In Thailandia la mia birra preferita è la Singha, ma non disdegno neppure la Chang. I thailandesi hanno un’attenzione estrema per la bellezza e cercano l’armonia e la decorazione in tutti i piatti che preparano che sono un piacere della vista oltre che del gusto. La frutta ha forme scenografiche, ho una passione per il Mangostano, ne mangerei a chili. Adoro le zuppe al curry verde e latte di cocco con gamberi, ma ancor di più il panang al curry rosso.

In Spagna con la San Miguel abbino i boccadillos, la paella, lo jambon, e, soprattutto, la stupenda cucina fusion di Barcellona degustata a Raval o a Barceloneta. Un pensiero speciale va a quelle meravigliose e colorate macedonie e succhi al mercato della Boqueria.

In Grecia con la birra Mithos amo le fritturine di alici piccole piccole che si mangiano intere, la moussaka, la pita, lo tzatziki (che mi preparo sempre anche a casa), la meze (l’aperitivo greco fatto di tanti piccoli assaggi per accompagnare l’ouzo).

Del Messico adoro i burrito, le fajitas, enchillada, il guacamole e il ceviche di gamberi lime e coriandolo. Sempre accompagnati da cerveza, così uno non si sbaglia…

In Francia, le moule frites, i croque monsieur e madame, le quiches di ogni sorta e naturalmente, le crepes che un fidanzatino parigino mi insegnò a fare a 17 anni. E da allora seguo sempre il suo procedimento. In Francia però bevo anche il sidro e lo champagne, trasgredisco alle mie regole alcoliche…

Questi i paesi e i cibi che mi sono venuti in mente per primi… seguirà un altro report culinario di viaggio. Tra le cose che più amo ci sono di sicuro i viaggi e il cibo. Buon viaggio e buon appetito, quindi…

Carmen Vicinanza