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Che struttura possiedono le pubblicità alimentari?

Cristina Calidoni ha effettuato un’analisi della struttura delle pubblicità alimentari, notando che per combattere l’anonimato dei prodotti confezionati, risulta imperativo per i pubblicitari suscitare senso di familiarità e di fiducia: costruire insomma una “personalità” peculiare del prodotto alimentare sponsorizzato. La natura è il primo nesso forte al quale si richiama la pubblicità alimentare, funziona come potente punto di riferimento simbolico utilizzato per comunicare genuinità, qualità, bontà dei prodotti pubblicizzati, enfatizzati tramite ambientazioni rurali che riescono a rassicurare il consumatore che ha il bisogno di rallentare i tempi, contrariamente alle innovazioni moderne. Inoltre l’utilizzo di tavole imbandite e banchetti rappresenta sin dall’antichità sinonimo di auspicio di prosperità. Inoltre è da notare che nelle pubblicità sul cibo, le scene di persone che corrono e si divertono sono molto numerose.

Natura catartica del cibo

Alcuni studiosi hanno sottolineato la natura catartica del cibo, rappresentante di unione tra gli uomini ed elemento socializzante e carico di significato di vittoria, ci si riunisce in ricchi banchetti per festeggiare lieti notizie.

Cibo come esca

Davvero originale il punto di vista sul cibo come elemento della pubblicità di Vito Gionatan Lassandro, che di recente ha mostrato come gli alimenti funzionino come esca mentale per l’attenzione del consumatore, infatti il cibo possiede una struttura estetica attraente per tutte le persone. L’etimo della parola cibo rimanda letteralmente all’esca, infatti sia per i Greci la parola era utilizzata per indicare ciò che cattura pesci ed uccelli e sia per i Latini il vocabolo rinviava all’azione di prendere, afferrare, catturare gli animali; ed in senso figurativo indicava la lusinga per attrarre o ingannare qualcuno.

Lassandro spiega come il cibo venga utilizzato in pratica come strumento per rassicurare il consumatore, in pubblicità di cose che cibo non sono, come è avvenuto a partire dalle prime campagne pubblicitarie di alcune compagnie aeree. Il cibo diviene così parte integrante della pubblicità anche quando il prodotto/servizio da pubblicizzare non riguarda il reparto alimentare.

Anche tu, da oggi, come me, cercherai il cibo nelle pubblicità di ciò che non è cibo?

                                                                                                       Veronica Sarno