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Totò recitava: Ogn'anno, il due novembre, c’è l'usanza
per i defunti andare al Cimitero. Ognuno ll'adda fà chesta crianza;
ognuno adda tené chistu penziero. Ogn'anno, puntualmente, in questo giorno, di questa triste e mesta ricorrenza… su e giù per lo stivale c’è anche qualcosa di speciale e di tipico da gustare.

Ebbene sì, anche i morti hanno i propri cibi e nel giorno della loro commemorazione si preparano un po’ ovunque pietanze speciali. Si imbandiscono tavole per celebrare i defunti che, per credenza popolare, tornerebbero sulla terra a visitare i cari durante la notte. Dopo un viaggio lungo e faticoso è necessario ristorare lo stomaco più che l’anima, ed ecco allora che ogni paese per l’occasione fa banchetto e porta in tavola biscotti, torroni e dolciumi di vario tipo che in realtà, come in tutte le festività, altro non sono che lo specchio dei prodotti tipici del territorio e della stagione. 

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umbria

Se fossimo in cerca di location per girare un film in costume le cittadelle dell’Umbria sarebbero un setting perfetto, tanto che sembrerebbe più adeguato aggirarsi per le loro stradine con un calesse piuttosto che con un’auto.  Del resto, anche le verdi colline che si trovano in quell’angolo di Italia sono uno scenario che incoraggia a staccare il cervello dalle ansie della nostra contemporaneità, avendo voglia di lasciarsi travolgere da un salutare dolce far niente. 

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canederliCon il suo arredamento tipico tirolese, i colori caldi delle pareti e i gerani nel cortile esterno, l’Agritur Galeno è un’oasi di delizie per gli amanti della montagna, anche in estate.

Siamo a Luserna, un piccolo comune di 286 anime in provincia di Trento dove la gente del posto parla ancora il cimbro di origine germanica. Ai lembi degli Altipiani Trentini, l’Agritur Galeno è un’azienda zootecnica a conduzione familiare con mamma Marisa, papà Gianfranco, Giada, Stefania e Chiara che accolgono i clienti con cortese ospitalità e gentilezza.

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frutta brasileAmeixa, cambucá, caju, ajuru, marmelo, açaí, bacupari, pitanga, pupunha, sapucaia, cuieira, cuiarana, perta-güela, damasco, seriguela, jabuticaba, ibapobó, cupuaçu, maça, romã, abacaxi, amora, chirimóia, jenipapo, mamão, mangaba, sapotí, acerola, graviola, ugni, tamarindo, goiaba, abiu, pinha, uricuru, uvaia, abacate, caqui, araça, maracujá, manga, guaraná, groselha preta, cereja, morango, castanha, melancia, melão, figo, banana, framboesa, coco, limão, kiwi, pêssego, laranja, fruta do conde, pêra, tangerina, xixá...

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Un pasto. Una porzione. Questa la traduzione dall’olandese del nome di un nuovo ristorante che per due serate ha rivoluzionato le abitudini sociali dello stare a tavola.

 Eenmaal ha infatti aperto ad Amsterdam solo temporaneamente riscuotendo un discreto successo tanto da ipotizzare ulteriori esperimenti simili. La caratteristica diquesto ristorante? Lo dice il nome: si tratta di un locale con tavoli e relativa mise en place per una sola persona.   << Qui si può cenare in piacevole solitudine>>,  ha spiegato la fondatrice e designer Marina van Goor che ha collaborato con l'agenzia Vandejong per realizzare la sua iniziativa,     << Vogliamo contribuire a sfatare il tabù che mangiare da soli in un luogo pubblico sia qualcosa di negativo. Vogliamo rendere questa esperienza più attraente e far sentire i clienti rilassati e a proprio agio.>>

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