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Arrivano due nuovi episodi del Commissario Montalbano, la fortunatissima serie tv tratta dai romanzi di Andrea Camilleri che allieta il pubblico dal 1999. Definita la serie dei record, di ascolti (con oltre 10 milioni di spettatori) e di paesi conquistati (65, dall’America all’Australia), da lunedì 29 febbraio su RAI 1, il Commissario Montalbano  entra  nelle case degli italiani con due nuovi film, Una faccenda delicata, andata in onda ieri sera registrando 10.862.000 telespettatori, share 39,06%., e La piramide di fango.

La famosissima squadra capitanata da Luca Zingaretti promette nuove inchieste e avventure in una Sicilia da sogno, stavolta con maggiori riprese in esterno che solleticheranno la fantasia di milioni di turisti che accorrono da tutto il mondo a visitarne i luoghi, sperando di provare le sensazioni viste nel piccolo schermo.

Ho fatto una breve chiacchierata con Peppino Mazzotta, il fido Ispettore Fazio da sempre accanto al commissario, meticoloso e preciso nelle indagini tanto che, nel corso delle stagioni è arrivato addirittura ad anticipare le richieste del suo capo, il Commissario Salvo Montalbano.

Peppino Mazzotta è un uomo schivo, taciturno, di vivida intelligenza, oltre che un attore straordinario. Mai improvvisato, mai fuori posto, mai impreparato o sopra le righe. Tra i protagonisti di “Anime Nere”, il film di Francesco Munzi acclamato alla Mostra del Cinema di Venezia, amato dalla critica e vincitore di ben 9 David di Donatello, 3 Nastri d’Argento, Ciak d’Oro e numerosi altri premi nazionali  e internazionali.

Il cibo e la tua vita. Che rapporto avete?

Il cibo non è una componente molto importante della mia vita. Spesso mangio per nutrirmi. Certo, riconosco il valore di alcuni piatti preparati in maniera eccelsa, come quando in Sicilia, durante le riprese, abbiamo il piacere di mangiare da Ciccio Sultano (2 stelle Michelin), altri sapori, vere esperienze sensoriali. In realtà, durante le riprese di Montalbano ingrassiamo sempre un po’, perché si mangia benissimo, dai primi al pesce, ai dolci, è difficile resistere alle tentazioni di quel cibo paradisiaco. Del resto, chi lavora nel mondo dello spettacolo, finisce sempre a tavola, è il momento di maggiore convivialità e socializzazione, sia nel cinema che nel teatro. Non si finisce mai una replica o una giornata di riprese senza andare a mangiare insieme col cast, soprattutto se si sta lavorando fuori di casa. È il momento di distensione, di confronto, gli attori che girano in tournée conoscono tutti i ristoranti d’Italia che sono aperti per il dopo teatro. Potremmo scriverne delle guide, di sicuro ci scambiamo consigli e dritte su dove si mangia meglio.

In Sicilia, la cosa che più mi colpisce è la bontà del pescato. Le pezzature sono enormi, la carne sempre tenera e squisita. L’impasto del pesce al sale indurito col bianco d’uovo, che necessita di uno scalpello per essere rimosso. E poi, oltre al pesce sono ottimi i primi, i dolci, le verdure. La cucina siciliana merita per tutti gli alimenti, vini, gelati e granite compresi.

 

Nei libri di Camilleri il cibo ha un ruolo importante. Tante le citazioni e le scene in cui si mangia. Vi capita mai di assaggiare quei piatti quando siete in Sicilia?

A dire la verità è capitato, ma non intenzionalmente, perché si tratta di ricette tipiche che si trovano comunemente nei ristoranti, involtini di pesce spada, arancini, polipetti, caponata. So che è diventato di moda oltre che visitare i luoghi della fiction anche mangiare le pietanze descritte nei libri e nei film. Sono nati tantissimi ristoranti e locali che cavalcano l’onda del successo di Montalbano. Questo è un bene un po’ per tutti, per il turismo, per la letteratura, per  i nostri prodotti, per la diffusione della buona cucina, sicuramente.         

 

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Carmen Vicinanza