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On the stage
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Gli americani le hanno battezzate torch song, si chiamano così perché l’io narrante (e cantante) si strugge per un amore non corrisposto o finito o segreto. Insomma è chiaro: c’è del dolore. 

Chi canta soffre e soffre cantando, o canta soffrendo. Non è corrisposto, non è stimato, non è rispettato, è deriso, sfruttato, abusato.

La musica americana e britannica ne è piena per questo motivo io parto dalla più antica e familiare che mi viene in mente: Canzone appassionata.

Datata 1922 è firmata da E.A.Mario (all’anagrafe Giovanni Gaeta) oggi l’ascoltiamo in una versione poco oleografica ma altrettanto  valida. Alan Wurzburger la interpreta nello splendido arrangiamento dei fratelli Deidda.

Il testo, il testo è la chiave di tutto. La voce narrante è ferita da un amore non corrisposto, ma resta fiero.

 

N'albero piccerillo aggiu piantato,

criscènnolo cu pena e cu sudore.

Na ventecata giá mme ll'ha spezzato

e tutt' 'e ffronne cágnano culore.

 

Il mio amore si è spezzato, nonostante le mie cure e sta cambiando..

Ed allora io brucio, come un torcia, soffro e canto e canto e soffro.

 

Ma qui c’è il lampo di genio di E A Mario

 

Chiagno p'ammore, e cade 'o chianto mio

dint'a 'sta testa: 'o chianto 'a sta arracquanno.

Schiòppa na bella rosa e i', pe' gulio,

a chi mm'ha fatto chiagnere nce 'a manno.

 

Il mio pianto fa sbocciare una rosa ed io la offro a chi è causa del mio dolore, pur sapendo che la distruggerà.

L’orgoglio, la fierezza. Restare in piedi sulle rovine gridando  

So semp' nu signor'!

 

Perché si può perdere tutto ma non la propria dignità, la stima per sé e allora se sboccia una rosa la si offre come simbolo della propria nobiltà.

 

Full stop.

 

E tutto questo dolore, ci porta al pianto…

E il pianto in cucina ovviamente porta alle cipolle

 

Delusioni d’amore istruzioni per l’uso:

 

Consolarsi con una

Frittata di patate e cipolle

 

Tagliare le patate a tocchetti e friggerle 

Una volta pronte ed ancora calde mescolarle a due grosse cipolle

Uova, sale, pepe, parmigiano e alcune patate fritte sbriciolate 

(si, quelle industriali della busta con la sorpresa.. come l’amore)

per aggiungere una nota croccante

 

A fuoco vivissimo in olio bollente per il primo minuto. Poi si abbassa la fiamma (come l’amore)

 

Poi si gira con cautela per non bruciarsi

(come nella canzone, prima comandavi tu e mi avevi in tuo pugno, adesso comando io e mi ergo fiero sul mio dolore concedendomi il lusso di offrirti una rosa)

 

e ancora fuoco lento (perché la vendetta si serve piano, per non perderne neanche una briciola)

 

l’enoteca Mandolese non potrebbe che suggerirci

 

“QUID”, Spumante Falanghina Brut

De La Guardiense

 

Fai bene e scorda e si faje male pienzece!

 

ENOTECA MANDOLESE

Via Paisiello 20

Napoli

Alessandro Pacella

Photo Pietro Previti ©