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Marzo 2015 è indubbiamente il mese della svolta per uno dei pilastri culturali di questa città. La pizza napoletana (o più precisamente “L'arte dei pizzaiuoli napoletani") infatti entra di diritto nella Lista del Patrimonio Immateriale dell'Umanità Unesco, tra l’altro unica candidatura italiana per questo periodo. E in tutto questo l’evento Pizzafestival, che nel frattempo sta assumendo i connotati di un evento di respiro internazionale, è stato il primo sostenitore di questo evento, riuscendo nella scorsa edizione a raccogliere più di 300 mila firme per raggiungere un traguardo che oggi sembra sempre più a portata di mano. Ed è un piacere osservare in conferenza stampa Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione UniVerde, mentre solleva fiero un cartello di vittoria per i flash della stampa.

“La prima vittoria, sostenuta in Italia con 300mila firme, premia i nostri sforzi – dichiara Alfonso Pecoraro Scanio – ma ora dobbiamo puntare al riconoscimento mondiale. Ecco perché contiamo di raccogliere le adesioni da tutto il pianeta in varie lingue, da indirizzare alla presidente Unesco mondiale,  Irina Bokova, per sostenere il riconoscimento a livello planetario”.

Un risultato che diventa, come nelle migliori maratone, solo un nuovo punto di inizio; non a caso nel prossimo Napoli Pizza Village- dall’1 al 6 Settembre 2015- si cercherà di raccogliere altri firme ed ampliare la risonanza di questa candidatura. Per favorire tutto questo si cerca di puntare anche al turismo, un settore enormemente in crescita nel capoluogo campano: con la compagnia aerea Meridiana è stato definito un accordo per tutte le tratte internazionali con arrivo a Napoli. Ogni passeggero in arrivo da New York, Mosca, Atene, Londra, Madrid, nella prima settimana di settembre, riceverà incluso nel prezzo del biglietto di viaggio anche il ticket per la manifestazione, mentre Trenitalia ha promesso sconti per chiunque, in possesso di CartaFreccia, si dirigerà a Napoli.

Insomma, finalmente assistiamo ad una città che si sveglia culturalmente e comincia a difendere quanto ha di più caro.

Massimiliano Guadagno