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Dopo il Teatro di Corte di Palazzo Reale e il Real Museo e Bosco di Capodimonte, “Le Passioni di Carlo”, rassegna musicale realizzata e promossa da Ravello Creative Lab, Assessorato al Turismo e Cultura del Comune di Napoli e Regione Campania nell’ambito delle iniziative del “Natale a Napoli”, arriva al Museo Archeologico Nazionale di Napoli con tre concerti da non perdere.

Domani, sabato 17 dicembre, alle ore 11.30, sempre presso la Sala del Toro Farnese, si esibirà l’Orchestra Giovanile Napolinova (Direttore Maestro Mariano Patti; Enza Caiazzo, clavicembalo solista; Federica Tranzillo, violino solista; Giacomo Del Papa, Sonia Tramonto, Maria Rosaria Ciriaco, Marta Cioffi, violini primi; Ana Medrano, Marilena Di Martino, Arturo Abbondanza, Ilaria Carbone, violini secondi; Giuseppe Giuliano, Lorenzo Iaquinta, viole; Giovanni Sanarico, Martina Tranzillo, violoncelli; Nicola Memoli, contrabbasso). In programma musiche di Johann Sebastian Bach e Wolfgang Amadeus Mozart.

Domenica 18 dicembre, alle ore 11.30, presso la Sala del Toro Farnese, l’Orchestra giovanile del Conservatorio Cimarosa, diretta dal Maestro Carmine Santaniello, eseguirà musiche di Antonio Vivaldi, Ferenc Farkas, Edvard Grieg e Gustav Holst.

«Per la programmazione concertistica al Museo Archeologico Nazionale abbiamo scelto di promuovere la crescita dei giovani musicisti campani, invitando quindi due splendide realtà tra le orchestre giovanili della nostra regione. Il terzo concerto esplora le connessioni fra il musica colta e linguaggio jazzistico attraverso la rielaborazione di musiche dal '700 ai giorni nostri», ha spiegato Giuseppe Di Capua, direttore artistico della rassegna.

Grazie alla collaborazione con la delegazione di Napoli dell’AIS (Associazione Italiana Sommelier) e con gli alunni dell’Ipseoa Gioacchino Rossini di Napoli, impegnati nel progetto di alternanza scuola-lavoro, al termine di ogni esibizione, sarà possibile degustare i vini prodotti nelle vigne metropolitane di Napoli dalle aziende Agnanum di Raffaele Moccia, Quaranta, Varriale, Cantine Astroni e Cantine Federiciane Monteleone. Si tratta di vigneti sopravvissuti all’attacco della fillossera della seconda metà dell’Ottocento e che non sono dovuti ricorrere all’innesto su vite americana per garantire la sopravvivenza dei vitigni. Un vino geneticamente uguale a quello bevuto dai romani e alla corte borbonica.

 

Tutti gli eventi sono ad ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti.

 

Per info:

https://www.facebook.com/lepassionidicarlo/?fref=ts

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