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Torna l'autunno e il cadere delle foglie accompagna l'arrivo in libreria delle consuete e immancabili guide enogastronomiche, a partire dalla Guida L'Espresso 2017, presentata ieri in grande sfoggio presso la Stazione Leopolda a Firenze, in collaborazione con Pitti.

Il borsino è iniziato: chi scende, chi sale, chi resta a piedi. Il cambiamento più vistoso di quest'anno riguarda il metro di giudizio basato sui cappelli al posto del consueto voto in ventesimi.

Enzo Vizzari, direttore della guida ha introdotto l'edizione 2017 spiegando le ragioni della novità.

Ci siamo resi conto della difficoltà crescente di esprimere giudizi in frazione di punto su locali fra loro profondamente diversi e lontani per storia, cultura, dimensione, stile di cucina”

Gli indignati per la conversione punti / cappelli mangiano pane amaro. Vizzari assicura: le classifiche sono state elaborate da nuovi criteri di valutazione. Crederci o meno spetta al lettore ed è parte del tacito accordo.

5 i ristoranti in vetta per la Guida L’Espresso 2017. Intoccabile Massimo Bottura con l'Osteria Francescana, miglior chef al mondo, al vertice della classifica L’Espresso da anni e unico ad aver raggiunto nella storia i 20/20 di una volta. Il premio Pranzo dell'anno va a lui e al suo stupendo staff. Lo affiancano con tutti e cinque i cappelli in testa Massimiliano Alajmo de Le Calandre, Enrico Crippa e il suo Piazza Duomo a Alba, Mauro Uliassi chef di Uliassi a Senigallia, anche Miglior cantina dell'anno, infine Niko Romito e il ristorante Reale Casadonna che si aggiudica anche il premio Piatto dell'Anno con il Piccione fondente e pistacchio.

Due attesi esordi tra i tre cappelli vedono protagonisti Nino di Costanzo con il suo Danì Maison a Ischia e Lume di Luigi Taglienti a Milano.

La famiglia Torrente del ristorante Al Convento di Cetara si aggiudica il premio miglior trattoria di pesce dell'anno, incorniciando meritatamente un periodo di costante crescita.

Antonia Klugmann è la cuoca dell’anno mentre Bruna Gritti Cerea, che insieme al marito ha fondato nel 1966 il ristorante Da Vittorio a Brusaporto, ottiene il premio alla carriera per l'impegno profuso nella valorizzazione della gastronomia italiana. Sokol Ndreko, maître nonché sommelier del Lux Lucis, ristorante dell’Hotel Principe a Forte dei Marmi è il direttore di sala dell’anno mentre a Matteo Zappile del ristorante Il Pagliaccio di Roma va il premio come miglior sommelier. 

 

Ecco la gallery completa della premiazione: 

  

F.S.M.