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La morfologia del nostro paese è l’origine di tante bellezze, varietà culturali e biodiversità. Grazie a essa siamo leader nel mondo di produzioni straordinarie, uniche e ciononostante democraticamente distribuite in ogni regione. In Campania incastonata tra i monti Partenio, Matese e dalla zona del Fortore , Benevento è una cittadina tranquilla ed operosa in cui incontriamo uno di questi splendidi casi di eccellenza. Qui a inizio secolo, la famiglia Rummo imparò a sfruttare le acque del fiume Sabato per spingere le pale di un mulino che macinando farina gli garantiva la materia prima per la loro specialità: la pasta.

Il fiume che era per loro la forza, era attraversato dal ponte di San Cosimo simbolico della fortuna che le produzioni riuscivano a trovare dall’altra parte del corso d’acqua. Tutto aveva un ordine, quello della Natura.

Col tempo questo ordine è stato compromesso, sino ad essere quasi sovvertito. E si sa che questi espropri prima o poi vengono pagati.

E così i cambiamenti climatici repentini, congiuntamente all’antropizzazione sregolata dei luoghi, motivano eventi come quello che sta affliggendo Benevento, appunto, dal 15 Ottobre. Tempeste e nubifragi hanno innalzato i livelli del fiume Calore (il corso d’acqua principale della zona di cui il Sabato è un affluente) facendolo straripare sino ad arrivare nelle case e nelle fabbriche. Il più è rovinato o distrutto.

I nostri amici pastai, i quali hanno reso nel tempo il loro cognome un famoso marchio, si sono visti condannare da quella stessa acqua che consideravano energia e speranza. Per loro si è intrapresa una campagna sulla rete per sostenere e incentivare gli acquisti di pasta Rummo.

Il caso è ricco di significato poiché coinvolge una serie di fattori davvero emblematici di un sistema che tende ad autodistruggersi pur essendo potenzialmente perfetto.

Innanzitutto Rummo è un’azienda che pur essendo localizzata al Sud Italia, tristemente noto per scarsità e limiti di ogni sorta, riesce a  raggiungere una qualità straordinaria affermandosi come un fiore all’occhiello dell’area.

Ancora la sua attività prevalente consiste in un una complessa e tradizionale lavorazione artigianale, condotta egregiamente e che anzi tutela e conserva una modalità produttiva altrimenti destinata a scomparire.

E infine il paradosso. La stessa umanità capace di impegnarsi in creazioni tanto sublimi, riesce anche a danneggiare se stessa. L’accusa di “disastro colposo” avanzata dagli uomini di giustizia chiamati a fare ordine in questa triste vicenda, evidenzia proprio questo carattere superficialmente autodistruttivo.

Fare impresa in Italia oggi è un’operazione complessa e coraggiosa, eppure chi ci riesce generalmente gode del beneficio di produzioni apprezzate un po’ ovunque. Il mondo riconosce un’attitudine particolare al contesto italiano, in cui partendo dalle già citate morfologia e biodiversità, passando per il clima e le tipicità culturali, tutto concorre ad assicurare bontà, benessere e bellezza. La speranza è di essere considerati prima o poi anche dei validi custodi del patrimonio e testimoni di un modello di saper fare in cui nulla sia più sottovalutato o trascurato. Ricadute ambientali, reali o potenziali, dovranno essere precisamente previste in progetti caratterizzati da sicurezza e sostenibilità ambientali.

Un’eccellenza come la “Pasta Rummo” è tale proprio perché unica o rara. Meglio non rischiare di perderla.

 

Federica Mazza