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Cosa sarebbe l’uomo senza sacrificio? Cosa sarebbe l’uomo senza sogni da seguire? Sicuramente i fratelli Luigi e Generoso si sono posti queste domande una volta che hanno dato vita all’ Agriturismo Don Salvatore.      
In realtà tutto parte da molto tempo prima da parte dei loro genitori, con l’azienda agricola Km0 Flegreo che è stata ed è tutt’ora una delle poche realtà agricole di Monte di Procida e Bacoli con terreni dislocati proprio su questi due comuni.        
Rosa e Salvatore la hanno guidata per anni, dedicandosi sia alla vendita diretta che quella all’ingrosso, e coltivando al contempo anche il sogno di creare un agriturismo per portare in tavola i loro prodotti valorizzando il proprio lavoro. 
E non è bastata la frenata della burocrazia in merito alla ristrutturazione di un rudere utile allo scopo né il brutto incidente capitato a papà Salvatore a fermare le ambizioni di Luigi e Generoso, che nel frattempo hanno affinato le loro tecniche diplomandosi all’alberghiero e specializzandosi il primo in cucina e l’altro in sala.

          
Coraggio ed ambizione hanno permesso ai ragazzi di prendere in mano le redini della azienda e puntare ad una ristrutturazione significativa, completando anche il processo di ammodernamento dell’impianto di irrigazione precedentemente avviato dal padre per favorire le colture nelle fertili (ma difficili) terre flegree. Questo si traduce nel recupero della coltura delle cicerchie, del pomodoro cannellino e delle fave baiane, delle zucchine San Pasquale, della papaccella e del peperone quattropizzi detto anche a carciofo, il tutto in linea con i principi di Slow Food.   
Luigi e Generoso dopo aver avviato questo recupero hanno riaperto il cassetto dei sogni di famiglia e hanno cercato di riprendere anche il progetto culinario: nasce così l’agriturismo Don Salvatore per cominciare a concretizzare il sogno dell’intera famiglia e anche per dare sfogo alla passione di Luigi per la cucina.   
Il risultato è una cucina attenta al territorio e alla stagionalità che sa proporre piatti genuini e concreti senza però rinunciare ad un modus operandi maggiormente vicino alle più moderne linee guida gastronomiche. Si punta così sulla qualità e su di una cura maniacale per il dettaglio, evitando di gettarsi così a capofitto sulle solite abbondanze quantitative tipiche di questo settore che di attenzione al particolare il più delle volte hanno ben poco.

 

  
Massimiliano Guadagno