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Ir de tapas, (ovvero il tapeo) è solo in parte "far l'aperitivo", ma molto più radicato nella mentalità iberica. Il tapeo, è un vero e proprio rito di condivisione. I momenti adatti, per andar di tapas, sono due, prima dei pasti principali, sorseggiando un bicchiere di bibita (da Milagros gli analcolici sono tutti rigorosamente Bio) e una pietanza in porzione ridotta. La tapa, infatti, è un'unità di misura, che indica un assaggio, pari più o meno, ad un terzo della porzione standard.

Sfogliando il menù , l'occhio cade sul "Pimiento de piquillo", il peperone DOC, raccolto a mano ed arrostito a legna, conservato e farcito con baccalà.

Ogni pietanza, da Milagros, può essere portata in tavola in porzione "normale" o "tapa".

La selezione di vini proposti da questo bistrot, comprende solo etichette spagnole AOC, ma a prezzi più che invitanti.

Da provare ad esempio il Balthos, della cantina Dominio de Tares, fatto con uve della zona di Bierzo in Castilla-Léon, una delle più promettenti secondo la guida Parker, oppure il Pedro Ximenez, un vino dolce, corposo, quasi masticabile, prodotto con uve passite in Andalucia, affinato nelle soleras, le botti usate per la lavorazione del Madeira.

Anche la sangrìa di Carlos Peña è completamente artigianale, fatta di vino, frutta e spezie, senza aromi, né conservanti.

Il riso è il pezzo forte della cucina spagnola: ci sono oltre 300 modi per cucinarlo e la paella è solo uno di questi, che prende origine dalla tipica pentola, la gigantesca padella, in cui si cuoce, il re dei menu iberici.

Il must delle varianti spagnole di questo piatto tradizionale, è sicuramente la Valenciana. Pollo, coniglio (dogma categorico) e verdure, gli ingredienti peculiari di questo piatto che non ammette deroghe. Aggiungere il pesce è un sacrilegio, riservato solo agli ingenui turisti.

                                           Alessandra Cammarano (Foto: Marina Dammacco)