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La Macellegria è un ristorantino, piccolo, pochi tavoli, minimal e chic, con una bella brace a vista, dove il cibo cuoce rigorosamente sulla pietra lavica, perchè il carbone è meno salutare. 

Appena si entra, trionfa il classico bancone; dentro formaggi e salumi che si possono assaggiare come antipasto e naturalmente la carne, che invece, si può acquistare anche fino alle 22 per un raptus notturno, o semplicemente tornando dall'ufficio. cella-frigo-macellegria

I prezzi, sono quelli del buon macellaio, con prodotti di prima scelta. In fondo alla sala, la bandiera borbonica. Nessuna scelta politica d'amarcord, semplicemente un omaggio alle eccellenze del meridione, che alla Macellegria la fanno da padrone, come il manzo di razza podolica. Poche le eccezioni per quanto riguarda la provenienza dei prodotti e comunque di ottima qualità, come la carne di maiale, rigorosamente umbra e proveniente da allevamenti allo stato semi-brado. A garantire l'eccellenza delle carni, è l'unico selezionatissimo fornitore: l'azienda agricola Barone di Felitto, che opera nel settore da tre generazioni .

Ex calciatrice per più di 20 anni, con militanza in squadre come il Napoli, il Milano, il Monza, Donatella Bova, ha saputo unire la grinta della sportiva di professione, alla passione per la cucina ereditata dal nonno (ex chef del famoso ristorante D'Angelo ) ed approfondita in Puglia.

Nella zona di Martina Franca, sono tante le piccole botteghe che arrostiscono all'aperto la famosa bombetta pugliese, una specie di braciola ripiena di formaggio che si soglie col calore del fuoco e che è uno dei piatti forti, della Macellegria.

Il menù è vario. Si va dallo spiedone di mezzo metro, che è un po' il piatto misto del locale e contiene quasi tutte le specialità alla brace, che prepara Luciana Lamanna, alla carne appanata, con il suo pangrattato ben aromatizzato e zero uova, come la fanno in Sicilia, passando per le 2 battute di carne al coltello: una con capperi, cipolline e pachino e l'altra con cipolle, pomodoro e succo d'arancia. I carpacci caldi e le diverse varietà di salsicce, completano un menù tutto made in sud. I vini, manco a dirlo, sono quasi tutti pugliesi.

«Siamo il primo ristorante con seduta a Napoli, che lavora, cucina e vende la carne- spiega Donatella Bova- molti hanno tentato di imitarci, ma per lo più si limitano ai piatti mordi e fuggi.»

Anche i dolci sono autoprodotti dagli chef Simone Di Mare e Giuseppe Cangiano. Il pezzo forte tra i dessert è il barattolino di cioccolato fondente con frutta e biscotti fatti in casa.

Una cena completa, alla Macellegria, costa tra i 20 e i 25 euro, vino e antipasti inclusi.

«Abbiamo aperto da nemmeno un anno -racconta Luciana Lamanna- e già ci sono venuti a trovare clienti d'eccezione come il calciatore Marek Hamsik e l'attrice Barbara De Rossi »

La Macellegria è aperta dal martedì al sabato dalle 9 alle 13,30 e dalle 17 a notte fonda.

Un'unica dritta da seguire potrebbe essere quella di prenotare, allo 081/0363065 perchè i ristoranti migliori, si sa, sono quelli sempre pieni.

                                                                                                  Alessandra Cammarano