-->

In vino veritas
Strumenti

Quando parliamo di persone che amano bere del buon vino possiamo dividerle in queste categorie: gli addetti ai lavori; i fini intenditori che dai corsi di avvicinamento passano a quelli per diventare sommelier (qui si potrebbe aprire una sottocategoria di chi davvero è un intenditore e chi millanta di esserlo, ma questa è un'altra storia). Poi, ci sono coloro che semplicemente vogliono bere bene pur non essendo dei grandi esperti.

In particolare a quest'ultima categoria possono interessare format come Wine Vs Pizza, un ciclo di appuntamenti in cui, seguendo una tendenza che sta prendendo sempre più piede, le pizze sono abbinate ai vini d'Italia. Un format che non solo mette in luce le realtà enologhe delle regioni italiane, ma accompagna per mano i degustatori, svelando i segreti di come saper riconoscere se un abbinamento è giusto o meno. Piccole dritte che aiutano a riconoscere ciò che abbiamo nel calice e che insegnano le regole basilari per degustare con più consapevolezza.

Il primo appuntamento si è svolto il 19 luglio nella pizzeria napoletana 1906 Imperatore in cui protagonista è stata la Campania con tre vini di aziende che rappresentano il territorio campano: Salerno, Benevento e Avellino.

Guide e complici di questa serata sono stati due sommelier Mariano Penza, delegato della FISAR di Caserta, e Caterina Castiello con i due giovani fondatori della pizzeria Gennaro e Salvatore, due cugini della nota famiglia di rosticceri Imperatore, che hanno voluto adattare l'antica tradizione familiare alla ricerca di proposte sempre nuove e attente.

L'obiettivo è creare convivialità senza tecnicismi abbinando la pizza al vino facendo scoprire le meraviglie enologiche della penisola. Raccontare i territori attraverso le materie prime della pizza con gli accostamenti ai vini.

Un momento intimo in cui l'esperienza del gusto impera spiegando il vino in una serata tra amici.

Lo start è con il tris di frittura: il Fiorillo con mortadella del presidio slow food di Bologna, crocché di patate e la frittatina di pasta simbolo della famiglia Imperatore. Si inizia andando con il sapore a Campagna in provincia di Salerno con delle le bollicine che puliscono la bocca dell’azienda Casula Vinaria ll Chiena, un vino spumante brut composto da Malvasia Falanghina e Fiano.

Da queste primissime battute di inizio emerge la mission del format: <<Non esiste il sapore perfetto ma un bilanciamento ossia quando il vino che meglio sposa quella particolare pietanza in questo caso la pizza>> spiega Penza  <<L'abbinamento "perfetto" è quello che pulisce la bocca e fa venir voglia di assaporare un altro boccone.>>

Si parte con la tradizione che non può mancare. La prima pizza è la Margherita con lievitazione diretta tradizionale di birra. Fior di latte di Vico Equense con latte di vacca al 100 per cento. Abbinata a Kydonia una Falanghina del Sannio Dop della Castelle, un'azienda beneventana di Castelvenere al centro della produzione vitivinicola.

Si passa poi alla Peperina, pizza strutturata di base bianca sempre con fior di latte di Agerola peperoncini con pomodorini gialli più dolci e pecorino che ha una nota floreale.  Una sfida visto che sia vino che la Peperina sono molto più strutturati. Un azzardo vinto in quanto l'assaggio della Peperina esige sorseggiare il vino Kydonia.

 Terza e ultima è La maialino nero dai sapori più forti con salsiccia di maialino nero, un must dei prodotti della Campania. La spruzzata di cacao amaro stempera la sapidità dei formaggi. Dando un sapore particolare per l'accostamento originale degli ingredienti. Per questa pizza si è scelto di abbinare il Rosato del Varo della Tenuta Cavalier Pepe fatto con le uve dell'Aglianico.

Tra un morso di pizza e un sorso di vino i degustatori esprimono la loro opinione sugli abbinamenti ed ecco che il confronto sui propri gusti dà il via all'interazione anche persone che non si conoscono.

Intermezzi stimolanti dove viene data voce anche ai non intenditori del mondo vino, in cui i loro pareri non sono snobbati dagli addetti ai lavori come spesso accade in alcuni eventi in cui lo scopo sarebbe fare avvicinare al vino.

I neofiti scoprono, così, di essere dei promettenti e validi eno-degustatori, incoraggiandoli ad approfondire la loro conoscenza sul vino e, soprattutto, ad adottare una filosofia di bere con consapevolezza.

 

Il menu degustazione proposto per la serata nel dettaglio:

 

IL FRITTO DELLA TRADIZIONE :

crocché di patate; frittatina di maccheroni; ciurilli (fiori di zucca pastellati, ripieni di ricotta e mortadella classica in Vescica Slow Food e granella di Pistacchio di Bronte)

MARGHERITA:

Pomodoro Bio, Fior di latte di Vico Equense, Basilico, Olio Imperatore

PEPERINA:

Fior di latte di Agerola, Peperoncini verdi campani, Datterini gialli del Vesuvio, Pecorino Re Nero, Basilico, Olio Imperatore

 

MAIALINO NERO:

Fior di latte di Vico Equense, Gorgonzola dolce La Tosi a cucchiaio, Salsiccia di maialino nero casertano, Scaglie di caciocavallo Podolico Slow Food, Cacao nero, Basilico.

 

VINI IN DEGUSTAZIONE:

 

Casula Vinaria - Chiena - Vino Spumante Brut

 

Castelle - Kydonia - Falanghina del Sannio Dop

 

Tenuta Cavalier Pepe - Rosato del Varo - Irpinia Rosato DOC

Antonia Fiorenzano