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In vino veritas
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Sfatiamo un mito: lo spumante brut ed extra brut, per non parlare del pas dosé e rispettivi cugini francesi, è il compagno più infausto per panettoni e dolci natalizi. Dolce con dolce recita il manuale del buon sommelier, ma fuor di regola è l’assaggio quel che conta e se conferma la regola tanto meglio. Lo scontro titanico tra la ricca dolcezza e opulenza del milanese candito e la fresca acidità delle bollicine secche si rinnova ogni anno in numerose case, generando malessere nei palati piú esperti e indifferenza tra i mangiatori per dovere. È ora di dire basta!

Nessuna morale enogastronomica, solo un consiglio di gusto per chi vuole uscire dai classici schemi e ritrovare il giusto gusto di cibo e vino che solo un abbinamento perfetto sa regalare.

Il panettone milanese con la sua ricchezza di aromi e grassezza richiede un vino capace di coniugare ricchezza gustativa e freschezza. Per non perdere il contatto con il território è bene orientarsi su uno spumante da uva Malvasia dei Colli Piacentini. Discorso  simile per il pandoro veronese, certamente più grasso ma meno profumato sul quale si potrebbe provare la stessa bolliccina.

I due protagonisti della festa sono sistemati. Trovare un compagno agli altri dolci diffusi in questo período nelle diverse regioni italiane è abbastanza semplice seguendo lo stesso principio generale, senza mai dimenticare la qualità dei vini e produttori che si traduce inevitabilmente in appagamento per il palato e pace per lo stommaco.

Una nota a parte per gli struffoli napoletani. Miele, canditi, pralline di zucchero e altre amene dolcezze unite al croccante della pastafrolla concentrata in sfere richiedono un vino di gran spessore che richiami gli stessi aromi e unisca al tutto il potere pulente dell’acidità. Meglio optare per un Passito di Pantelleria.

Cin cin!

Luigi Orlando