-->

#milluminodicibo
Strumenti

 

L’arte della gioia di Goliarda Sapienza Einaudi

Romanzo pubblicato postumo alla morte dell’autrice, dove tutto ruota intorno alla figura di Modesta: una donna vitale e scomoda, potentemente immorale secondo la morale comune. Una donna siciliana, una «carusa tosta» in cui si fondono carnalità e intelletto, che attraversa bufere storiche e tempeste sentimentali protetta da un infallibile talismano interiore: «l'arte della gioia». 

Amica generosa, madre affettuosa, amante sensuale, Modesta è una donna capace di scombinare ogni regola del gioco pur di godere del vero piacere. Sfidando la cultura patriarcale, fascista, mafiosa e oppressiva in cui vive, Modesta attraversa la storia del Novecento con quella forza che distingue ogni grande personaggio della letteratura universale.

Ci abbino un Cerasuolo di Vittoria, un vino rosso, corposo, alquanto alcolico ma profumato. Dal sapore asciutto, pieno, rotondo, piacevolmente fragrante e dalla storia antica, tormentata come la terra che lo produce e il libro che vi consiglio di leggere.

 

Tabù di Chiara Tortorelli ed. Homo Scrivens

La scrittrice partenopea che rompe i tabù di amore, amicizia, maternità, tradimento, abbandono, vecchiaia, erotismo, violenza, follia e ricordi che si intrecciano sul fluire di antiche e nuove forme comunicative, dal coro greco ai linguaggi del social network. Diciannove punti di vista sulle relazioni umane che rompono lo schema narrativo. Storie a volte macabre e surreali, storie scomode che stravolgono i luoghi comuni e fanno a fette i buonismi e la retorica, continuamente interrotte dai personaggi come dalla punteggiatura.  Storie che cercano verità e significato anche a costo di ferire, che intrecciano parole per stemperare una disperata solitudine, in un dialogo senza sosta con il lettore che non si esaurisce con la fine delle pagine.

Ci abbino un Negroni, cocktail tipicamente italiano, a base di vermut rosso, bitter campari e gin. Pur essendo stato inventato a Firenze, il Negroni è il cocktail che più rappresenta Milano e la città è nel libro e nella vita dell’autrice e poi è molto forte, irriverente, ti stende…

Del fare e del disfare. Un preludio biografico di Licia Pizzi Marchese Editore

Il libro insolito per un insolito personaggio. Francesco De Sio Lazzari, professore di storia delle religioni le cui lezioni all’Università Orientale hanno rappresentato un’esperienza determinante e indimenticabile per generazioni di studenti. Una «quasi-biografia», che racconta un personalissimo percorso verso l’età adulta: composizioni e scomposizioni di ricordi, geografie reali e interiori, che disegnano il delicato arazzo del “fare e disfare” della vita che è stata, è e sarà. Ci si perde in una scrittura precisa, intensa, bellissima che è parte della storia stessa.

Il cocktail è l'Old Fashioned, a base di bourbon in cui vengono dissolti zucchero, angostura bitter  e essenza di scorza d'arancia. Così chiamato poiché viene servito in bicchieri chiamati appunto old fashioned, come la storia narrata da Licia Pizzi, attualissima e, al contempo di un’altra epoca.

 

Imparare ad amare di Giuseppe Ferraro Castelvecchi editore

Riprendendo fin dal titolo la celebre sentenza della Gaia scienza di Nietzsche «si deve imparare ad amare», l’autore ripercorre la storia del rapporto tra ethos ed eros in filosofia, del sogno d’amore in psicanalisi fino ai legami di separazione. «Amare» non è un imperativo morale, l’impersonale «si deve» non è lo stesso del «tu devi»: imparare ad amare è ciò che impone la vita al mondo, non si può sfuggire, è un obbligo d’esistenza. La riflessione di Giuseppe Ferraro, tra i più attenti studiosi contemporanei dei rapporti tra filosofia, etica e pedagogia, si articola attraverso l’analisi di alcuni capolavori della letteratura, come Anna Karenina Cime tempestose, e prosegue con l’interpretazione di diversi passi fondamentali dei dialoghi platonici, senza tralasciare uno sguardo attento al tema dell’eros nella psicanalisi freudiana. Imparare ad amare è un saggio intenso e rigoroso, scritto con piglio divulgativo, che interroga la verità della filosofia sui legami di desiderio, amore e amicizia.

Ci abbino un lungo, dissetante Mojito, il famosissimo longdrink a base di rum, zucchero di canna, lime, menta e acqua gassata che a Cuba viene bevuto anche per strada, molto meno alcolico di quello che si trova nei nostri bar, ma rinfrescante e rigenerante, come le parole di Giuseppe Ferraro, che dell’arte di amare ne fa una ragione e un insegnamento di vita.

 

Carmen Vicinanza