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Scende il sipario del Savoy Beach Hotel di Capaccio sulla nona edizione di Le strade della Mozzarella, il convegno ideato da Albert Sapere e Barbara Guerra, evento unico nel panorama nazionale capace di promuovere un territorio e le sue eccellenze attraverso gli attori protagonisti della filiera agroalimentare campana, dai produttori agli interpreti in cucina fino ai narratori del cibo.

Il profumo del Cilento, il gusto ineguagliabile di una terra fertile risplende nei piatti, nelle molteplici interpretazioni della mozzarella da parte degli chef intervenuti. Spremuta, frullata, munta, stracciata, estratta, disidratata,  l’abbiamo visto in tutte le forme l’Oro Bianco della Campania, declinato in cento e una preparazioni volte a esaltarne il gusto unico.

Oggi più che mai il ruolo di uno chef è intravedere le possibilità, le potenzialità nascoste di un ingrediente, tirarle fuori come lo scultore estrae le forme dalla dura pietra. Lo sa bene Davide Scabin, l’alchimista del gusto che sale sul palco a chiudere la quermesse con una caprese invisibile, pensata e non presentata poiché il buon Marchesi è arrivato prima iniettando gelatina di pomodoro nella mozzarella strizzata. Mozzarella in carrozza atipica affumicata su un mix di erbe per Scabin, mozzarella a piedi per Davide Oldani con zampe di gallina bollite disossate e infine fritte poi biscotto di pomodoro, olive nere essiccate, salsa di pane, basilico e rafano, sfere di aceto di lampone, uva di mare, spuma di mozzarella. Quadri gustativi, tavolozze d’ingredienti assemblati con gusto sul piatto per la contaminazione tra culture, tema dell’evento centrato appieno da Enrico Crippa con il suo Tacos farcito di Fassona con crema di mozzarella e aromi, così come la provocazione di una parmigiana di melanzane decostruita. Poi Franco Pepe e la sfoglia di mozzarella pensata per evitare l’effetto lago di latte sulla pizza e valicare l’oceano alla scoperta dei nuovi mercati.

Tanti temi, tante suggestioni. Le menti creative della cucina internazionale si confrontano e interrogano sui temi fondamentali della contemporaneità in cucina: l’importanza del servizio in sala, la riduzione degli sprechi e l’attenzione alle allergie. Argomenti cari a tutti i protagonisti in campo il cui sterile elenco aiuta poco a comprendere l’importanza dei contributi: Matteo Baronetto, Riccardo Monco, Enrico Crippa, Davide Oldani, Gert De Mangeleer, Mauro Colagreco, Antonia Klugmann, Saverio Sbaragli, Luca Abbruzzino, Luigi Taglienti, Emanuele Scarello, Vito Mollica, Francesco e Salvatore Salvo, Gaetano e Pasquale Torrente, Alexandre Gauthier, Karl e Rudi Obauer, Magnus Ek, Leonardo Pereira, Oriol Castro, Daniel Berlin, Jacques Genin, Davide Scabin, Mark Moriarty, Silvio Salmoiraghi, Andrea Berton, Ana Roš, Hiša Franko, Ernesto Iaccarino, Franco Pepe.

Le degustazioni dei Taste Club in terrazza con i lounge Pasta e Pomodoro, Tutti Fritti e Pasticceria e Caffè hanno deliziato il gusto degli oltre mille e cinquecento giornalisti e addetti ai lavori intervenuti.