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Siamo oramai agli sgoccioli del campionato. Torino-Napoli è una sfida complessissima, non solo perché gli azzurri fuori casa non sembrano decollare ma anche per la qualità degli avversari capaci di metterti in difficoltà in maniera abbastanza semplice.
Ma il Napoli non può assolutamente rinunciare al tesoretto economico rappresentato dall’arrivo in seconda posizione. E dunque vietati i cali di concentrazione, per un finale di campionato che sia all’altezza della intera stagione. Sicuramente i piatti di oggi lo sono: parliamo di gnocchi!

 

Gnocchi alla bava

Ok lo ammettiamo, il nome non è proprio dei più invitanti. Tuttavia questo elegantissimo piatto è una pura delizia per il palato, con il formaggio e la panna che si uniscono armonicamente per creare un giusto tandem di attacco che regga l’avanzata del tartufo bianco di Alba.
Prime testimonianze di questa ricetta affondano le radici in un passato dai tratti francesi. E’ il 1854 e lo chef Giovanni Vialardi, capocuoco di re Carlo Alberto e successivamente di Vittorio Emanuele II, nel suo Trattato di cucina e pasticceria li inseriva nel ricettario con il nome di “chenelli alla savoiarda” (da quenelle in francese che indicava proprio gli gnocchi dei nostri cugini).
Un omaggio ai Savoia dunque largamente diffuso anche in Val D’Aosta e in tutte quelle cucine che amano il sapore delle buone tradizioni.

 

Gnocchi alla sorrentina

Cosa ci sarebbe da aggiungere ad uno dei piatti non solo migliori ma anche più famosi dell’intera nazione?
Non potevamo chiudere questa rubrica senza citare una ricetta saporitissima nella sua semplicità. La stessa storia dello gnocco se vogliamo è antichissima come quello della pasta in generale.
Ma molto più recente è la storia dello gnocco con l’aggiunta delle patate; dobbiamo aspettare infatti la fine dell’800, quando il tubero viaggiò dalle Americhe all’Europa per incontrare i nostri gusti.
E fu proprio questo piatto uno dei protagonisti principali della nuova preparazione degli gnocchi. Ma stavolta il merito più che di uno chef è del territorio: la splendente penisola sorrentina ci ha messo il suo carico da novanta, con il pomodoro, la mozzarella ed il basilico.
Un dream team da mille ed una notte che sulle tavole ha ben pochi rivali.

 

Massimiliano Guadagno