-->

Lifestyle
Strumenti

Via i pregiudizi e i luoghi comuni. Per la prima volta la Ferrero sceglie di ambientare il nuovo spot della Ferrero Rocher  – l’iconico cioccolatino pralinato nato nel 1982 dalla storica multinazionale piemontese – a Napoli, assieme a Firenze, Roma e Venezia. La scelta di città- mito rispecchia l’unicità dei prodotti Ferrero,  proposti in una chiave meno commerciale e più ‘artistica’, quasi a voler celebrare un simposio proprio tra il cioccolatino e i luoghi culto delle città scelte.

Come in una favola, un distinto signore passeggia tra gli highlights della città  –  Il castel dell’Ovo, i porticati di Piazza del Plebiscito e la meravigliosa Posillipo – ed ispirandosi, facendo degli sketch a matita dei luoghi più belli, entra in un prestigioso negozio per realizzare il pregiato cioccolatino quasi fosse un’opera d’arte.

Ambientare uno spot nel capoluogo campano è un’assoluta novità  per la multinazionale, che vanta ben 70 anni di attività ed il cui spot più famoso è senz’altro quello in cui protagonista è una nobildonna vestita di giallo (chi non ricorda il celebre autista Ambrogio?), ma la Ferrero non è l’unica che ha scelto le bellezze partenopee per celebrare i fasti della propria azienda. Proprio a Luglio, gli stilisti Dolce & Gabbana hanno optato per Napoli come exclusive venue per festeggiare i trent’anni del loro marchio. Tra sfilate nei vicoli folkloristici e colorati del centro storico, numerosi happening tra modelle vestite di capi preziosi  e gente comune, set fotografici nei luoghi più suggestivi della città e un party esclusivo ai Bagni Elena presso il Palazzo Donn’Anna a Posillipo, l’evento è stato tra i più chiacchierati della stagione ed ha fatto affluire migliaia di turisti, appassionati e curiosi, oltre che VIPS e personaggi famosi, oltre che ad aver rappresentato un tributo alla cultura storico-religiosa della città.

Ma anche la Coca-Cola, colosso della produzione e distribuzione di bevande analcoliche ha scelto Napoli per il suo spot 2012 in collaborazione con lo chef Simone Rugiati.

Che fosse la volta buona per il capoluogo partenopeo per disintossicarsi dalla retorica che la etichetta come una città verso cui essere diffidenti? Sicuramente c’è dietro anche un certo strategismo di marketing; Dopotutto quello su cui si imperniano i concept di queste pubblicità, oltre alle bellezze naturalistiche ed architettoniche di Napoli è anche un altro primato, quello della grande accoglienza, del calore e della familiarità che il popolo napoletano abitualmente riserva e che fa sentire i compratori come  ‘a casa’.

 

 

Mary Sorbillo