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Che ci piaccia o no, il Natale è una festa molto sentita nel nostro paese. Sia per il grande legame religioso, sia per quello pagano. A meno di un mese dalla celebrazione della natività, imperversano ovunque decorazioni, luminarie, addobbi. Lo spirito è decisamente nell’aria!

Ma quanto di più caratteristico esista è senz’altro l’atmosfera magica dei mercatini di Natale.  Dal Trentino Alto-Adige alla Sicilia, questa antica usanza colleziona sempre più avventori che li visitano assiduamente alla ricerca di paesaggi suggestivi da ammirare, regali particolari da donare ai propri cari o leccornie regionali da non perdere.

Ma quando nasce questa tradizione? Le prime tracce risalgono addirittura al XIV secolo in Germania e Alsazia. Inizialmente chiamati Mercati  di San Nicola, sono poi stati appellati dal 1434 come Striezelmarkt (mercato degli 'Striezel', un dolce tedesco simile a una brioche zuccherata) che ebbe luogo a Dresda. In seguito il nome fu cambiato in Christkindlmarkt, letteralmente ‘Mercato del Bambino Gesù. In seguito nacquero a Strasburgo, Norimberga, Colonia, Lipsia e molte altre, fino a propagarsi al Bel Paese, dove il primato è affidato a Bolzano.

In Trentino, è impossibile non menzionare i mercatini di Bolzano, Merano e Trento. A Bolzano, è tappa d’obbligo fermarsi in piazza Walther per gustare un pezzo di zelten, un pan dolce a base di canditi e frutta secca accompagnato da una tazza di vin brulée speziato. Tra bancarelle che producono oggetti in legno e ceramica, trovare un regalo originale non sarà difficile! A Merano, poco distante da Bolzano, si può invece gustare un ottimo strudel di mele e immergersi nell’atmosfera magica delle luminarie natalizie, inebriati dal profumo di cannella. Qui si producono numerosi prodotti biologici derivati dal legno e oggetti in lana cotta. A Trento, invece, la pancia si fa capanna con l’infinita serie di formaggi e salumi tipici della zona. Un delizioso pezzetto di Trentingrana, Caprino di Cavalese o Puzzone di Moena (ottimo sui canederli) renderanno il vostro Natale più goloso!

Ma anche le metropoli non sono da meno. A Milano, si può assaggiare una buona busecchina di castagne secche passeggiando a piazza Duomo, illuminata da una sinfonia di luci, o acquistare qualsiasi tipo di oggetto – dall’etnico al tech – al mercatino di Oh Bej Oh Bej in piazza Castello, dal 5 all’8 dicembre.

Potevamo mai dimenticare la caput mundi? Anche Roma, da oltre un secolo offre meravigliose bancarelle (generalmente disposte a piazza Navona, ma anche a Ponte di Nona o Castel Gandolfo) dove, gustando una buona ciambella fritta si può portare un simpatico souvenir – dal vintage alle creazioni solidali, dall’artigianato in cuoio fino alle scopine di saggina, che con l’avvento del nuovo anno portano fortuna!

Impossibile poi non fermarsi a Napoli. Qui, si può dire che è Natale tutto l’anno! La meravigliosa San Gregorio Armeno, una delle arterie principali del quadrivio del centro storico, 365 giorni l’anno offre una magnifica esposizione di arte presepiale, curata nei più piccoli dettagli. Luci, suoni, odore di caldarroste,  pino e pungitopo delle numerose ghirlande che addobbano i negozi e nell’aria, unitamente alle numerose pizzerie nelle quali è possibile pranzare o cenare con una tipicissima margherita o un abbondante calzone fritto a poco prezzo, passeggiando tra bancarelle di ninnoli, addobbi e manifatturato di ogni genere, renderanno il soggiorno napoletano indimenticabile. Anche il mercatino del Castello di Limatola (CE) ogni anno accoglie tantissimi avventori con le sue luminarie che lo rendono quasi incantato.

Potevamo interrompere il nostro excursus natalizio a Napoli? Certo che no! A Taormina, malgrado ci si trovi quanto più a Sud possibile, l’atmosfera inebriante del Natale si respira a pieni polmoni. Dando un’occhiata alla cima innevata dell’Etna, si passeggia tra le bancarelle di Borgo di Trappitello,  dove la gola avrà sicuramente la meglio (delizioso il vino alle mandorle o il buccellato, un dolce con uva passa, fichi secchi e nocciole), ma ci si potrà ricordare dei propri cari acquistando un regalo particolare, come statuine in pietra lavica o dei simpatici pupi siciliani addobbati in una mise invernale.

Insomma, da Nord a Sud Italia la scelta è veramente tanta: non resta che, per citare lo scrittore cileno Roberto Bolaño, partire, poiché ‘ogni cento metri, il mondo cambia’.

 

Mary Sorbillo