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Quante volte ci è capitato di viaggiare (per lavoro o per piacere) ma con un budget basso? Quanto spesso osserviamo scrupolosi, sperando di non dar nell’occhio, i menu esposti fuori dai locali quando visitiamo una città che non è la nostra? La preoccupazione principale – come in qualsiasi posto nel mondo – è quella di nutrirsi, e ahimè non è difficile incappare nelle cosiddette trappole per turisti. Quei posti che promettono un menu a un prezzo competitivo ma con diverse clausole non visibili (bibite, coperto, pane e servizio) che alla fine ci costano una fortuna.

L’avvento del fenomeno dello street food ha in qualche modo ammortizzato la presenza di questi specchietti per le allodole, ed il suo boom negli ultimi cinque anni – con l’apertura di diversi ristoranti, tavernette o posti ‘mordi e fuggi’ ha ampliato l’offerta gastronomica di numerose città.

Abbiamo quindi stilato per voi un piccolo compendio ‘da viaggio’ su 4 città italiane dove poter gustare ottimo cibo a prezzi concorrenziali. Dalla capitale lombarda, Milano, non ci si aspetterebbe chissà quale cultura culinaria di strada. Ebbene, nulla di più falso! Dal celebre Luini, in via Santa Radegonda 16, ad esempio, potrete gustare degli ottimi panzerotti, fritti o al forno, con gustose farciture (pomodoro e mozzarella, cipolle ed olive, ricotta e spinaci più varie specialità giornaliere)-  ma soprattutto cotti al momento quindi sempre fumanti. Tanto sapore ad un prezzo piccolo, circa 2.50 euro. Armatevi di pazienza però! Il Forno Luini ha sempre un po’ di fila!

 

Sempre a Milano, se invece siete dei carnivori convinti, non sarà difficile trovare il panino giusto…dalla panineria Giusto! Sita in via Pompeo Leoni 2 e nata nel 1979, da anni placa i voraci appetiti di clienti di ogni età. I prezzi anche qui sono più che “giusti”. Il nostro panino preferito? Il Lord John: Roast Beef, rucola, pomodorini al forno, salsa BBQ per un pranzo da signore ad un prezzo popolare, 7 euro.

Saltando dall’altra parte dello stivale, ci aspetta la Serenissima. Venezia è ricordata nell’immaginario collettivo come un luogo meraviglioso ma altrettanto ‘pericoloso’, in termini di costi. Sebbene la città pulluli di menu scritti in tutte le lingue del mondo, che promettono ‘typical italian homemade food’ a prezzi decisamente da ‘Dogi’ (altro che ‘cucina di casa’!) anche in questo caso l’abito non fa il monaco. Perché a Campiello dei Meloni (campiello è il nome – veneziano – per definire una piazzetta) c’è Acqua e Mais, un meraviglioso angolino di fragrante fritto a portar via. Nessun tavolo, nessuna sedia, solo pesce fritto e servito in simpatici ‘cuoppi’ di cartone, polpette di ogni genere, contorni e altro ancora, da due a sei euro massimo. Pancia piena e…portafoglio anche.

Il fritto non fa per voi? Nessun problema. Se siete legati alla cucina di mamma, ‘ Dal Moro’, a Calle de la Casseleria, anche un piatto di pasta diventa street food. Un cestino alto, squadrato, pieno di deliziosi bigoi (spaghettoni) al nero di seppia, al pesto, al pomodoro e formaggio. Il prezzo? Meno di una trattoria. Dai cinque ai sette euro, più cinquanta centesimi per eventuali aggiunte (spoiler: gli inglesi mettono il formaggio anche sul nero di seppia, ma noi non ci riteniamo responsabili!)

  Rotolando verso sud…cantavano i Negrita. Al Sud-Sud, ancora non ci siamo arrivati, ma come non menzionare nella nostra miniguida la meravigliosa Caput Mundi? A Roma è difficile mangiare male (anche se per alcune preparazioni, ci vuole uno stomaco ben predisposto), ma è – come in tutte le città turistiche – facile mangiare pagando troppo, per poco. In soccorso ci viene la Boccaccia. No, non è una smorfia, ma una deliziosa pizzetteria nel cuore di Trastevere, dove gustare dell’ottima focaccia senza spendere un’occhio. Tre tranci di fragrante pizza (con i fiori di zucca, con la stracciata di bufala, con porchetta e chiodini, con zucca e salsiccia) cinque euro. Poco poco, buono buono.

E se nel mentre di un soggiorno romano, vi viene voglia di un twist siculo? Il Catanese è il posto che fa per voi. Via Lucrezio Caro, zona Cavour – fate la gincana tra i posti turistici ed andate a consolarvi con arancini (non perdetevi quello al pistacchio!), calzoncelli, rustici, pasta alla siciliana, ma anche cannoli, granite e brioches per tuffarvi metaforicamente in Sicilia. Prezzi più che onesti, entrate con 20 euro e potreste uscirne con più della metà!

 

Insomma, chi l’ha detto che street food fa rima solo con Sud? Provate, sperimentate e soprattutto fateci sapere le vostre idee ed i vostri suggerimenti!

Mary Sorbillo