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Anche i colossi piangono. E così l’icona cult a cavallo di due secoli si ritrova una perdita in bilancio del 30% nell’ultimo trimestre, preannunciando un futuro abbastanza grigio per McDonald's (che tra l’altro proprio in Italia ha chiuso lo storico punto vendita in Piazza San Babila a Milano).

E dunque il CEO corre ai ripari, cercando di riappropriarsi di quella vincente brand image che (giusto o sbagliato che sia) per anni ha segnato gli usi e costumi di mezzo mondo.
Come fare? Semplicemente accorgersi di un fenomeno crescente, più volte sottolineato anche tra le pagine di inFOODation: cominciare a guardarsi intorno e riappropriarsi in ottica profittevole delle innumerevoli ricchezze gastronomiche che ogni territorio produce, che si tratti delle (infinite) fortune italiane, a quelle giapponesi o australiane.
Ingredienti dunque locali e sapori regionali come alternativa alla morbosa standardizzazione e omologazione dei processi produttivi proferiti da Ritzer.

Dal canto nostro, ci risulta difficile credere ad un fallimento su tutta la scala. Ma allo stesso tempo temiamo che questi buoni propositi possano perdersi nel labirintico dedalo di modalità ristorative troppo radicate e distanti dalle necessità odierne, che lascerebbero integro un malsano status quo. Speriamo di sbagliarci e di poter assistere davvero ad un’era del consumo cosciente.

Massimiliano Guadagno